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	<title>Pensioni @ Manageritalia &#187; Pensioni</title>
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	<description>per i pensionati di oggi e di domani</description>
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		<title>Sotto la neve</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 09:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Rabbia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I pensionati dormono poco. Nel dormiveglia scorrono le immagini dell’album della loro vita. E’ difficile non soffermarsi su qualcuna di esse, rubando ore preziose al riposo. Per fortuna è possibile, a una certa età, dormire di meno senza ripercussioni sulla salute. L’altra notte fa mi è venuto in mente un ricordo scolaresco, credo di terza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/neve-roma2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2673" title="neve roma" src="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/02/neve-roma2.jpg" alt="" width="262" height="192" /></a>I pensionati dormono poco. Nel dormiveglia scorrono le immagini dell’album della loro vita. E’ difficile non soffermarsi su qualcuna di esse, rubando ore preziose al riposo. Per fortuna è possibile, a una certa età, dormire di meno senza ripercussioni sulla salute.</p>
<p>L’altra notte fa mi è venuto in mente un ricordo scolaresco, credo di terza elementare. Era una mattinata di gennaio e Pavia era imbiancata di neve. Mentre mia madre mi accompagnava sino all&#8217;ingresso della scuola avevo dovuto camminare con attenzione per evitare di scivolare.<br />
Osservavo i tetti e i cornicioni bianchi e invidiavo i compagni che si prendevano a pallate. Dalla finestra della classe poi, alzandomi in punta di piedi, vedevo le risaie e i campi di grano. Immense tavolate bianche su cui il sole era riuscito a sconfiggere la nebbia e ora giocava con  i pioppi e i solchi, disegnando ombre azzurre.<br />
La maestra ci aveva aiutato a togliere il cappottino e ora, con il grembiulino bianco, la penna pronta ad essere intinta nel calamaio e il quaderno aperto, attendevamo le sue parole.<br />
Era giorno di dettato, che recitava cosi: “Il grano si semina ad ottobre, il seme si fortifica dormendo sotto la neve, a primavera escono i germogli che esplodono a giugno trasformandosi in splendide spighe”.</p>
<p>Ora pensavo ad occhi aperti e la maestra e il bambino erano scomparsi. Il buio e il silenzio della notte abbracciavano una Roma che dormiva sotto una grande nevicata. Mi veniva e mi viene di paragonare quella mattinata e quel grano a quanto sta avvenendo oggi in Italia.<br />
C’è un Paese sommerso dalla neve. Arriva (non sorridete) dai Monti. La politica, i politici sono sotto la coltre. Attendono, ma attendiamo anche noi, che la neve si sciolga e arrivi il momento del  risveglio.<br />
Non dormono, cercano ancora di tirare fuori la testa. Non perdono occasione per spuntare sui mass media. Con facce di tolla (dicono a Pavia) cercano di dire che quello che fa il governo tecnico lo avevano pensato (ma non fatto) anche loro.<br />
Qualcuno, in questo momento, dirigendo un partito, dice di non essersi accorto che gli rubavano una decina di milioni. Roba da far vomitare i manager. Altri non sanno più cosa fare. Gli andava bene quando sparavano sul falso nemico e ora che non hanno più il nemico, che poi era l’Italia, sparano in aria e non sanno a chi.<br />
Qualcuno sta perdendo per strada l’inesistente Padania e si arrabbia. Altri blaterano di necessità di moralizzazione ma poi convivono con i corrotti. Tutti vogliono la revisione della legge elettorale e fanno finta di non sapere che al popolo non interessa chi governa ma come governa.</p>
<p>No, la neve non deve più far maturare quei germogli. Li deve far marcire nel fango.</p>
<p>Noi, che attendiamo in modo diverso la primavera, abbiamo necessità di una classe politica totalmente cambiata. Che non obbedisca a ideologie e non persegua il potere per il potere. Ma pensi all’uomo e al popolo. Che non si ponga come obiettivo né il sanguinoso signoraggio nei confronti delle banche, né una decrescita infelice. Vogliamo pagare le tasse giuste e per farlo siamo disposti ai sacrifici  che servono in cambio dei servizi dello Stato.</p>
<p>I manager, in servizio e in pensione, possono fare molto per indirizzare l’opinione pubblica. Non perdiamo questa occasione!</p>
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		<title>Basta contanti oltre i mille euro: l’Inps scrive a 450mila pensionati</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 15:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Niccolo' Gori Sassoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Regolamenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>

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		<description><![CDATA[Centinaia di migliaia di pensionati italiani devono adeguarsi al provvedimento, introdotto dal governo Monti con la Legge 214 del 22 dicembre 2011, che limita l’uso del contante alle transazioni sotto i mille euro e impone alle Pubbliche Amministrazioni e agli Enti Locali di erogare le pensioni che superano questa cifra esclusivamente attraverso metodi di pagamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Centinaia di migliaia di pensionati italiani devono adeguarsi al provvedimento, introdotto dal governo Monti con la <strong>Legge 214 del 22 dicembre 2011</strong>, che limita l’uso del contante alle transazioni sotto i <strong>mille euro</strong> e impone alle Pubbliche Amministrazioni e agli Enti Locali di erogare le pensioni che superano questa cifra esclusivamente attraverso metodi di pagamento elettronici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/Coda_alle_poste.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2587" title="Coda_alle_poste" src="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2012/01/Coda_alle_poste-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In vista dell’effettiva entrata in vigore del provvedimento, il 7 marzo, l’Inps ha inviato circa <a href="http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/finanza-personale/pensioni/dettaglio.html?newsId=N351522"><strong><span style="text-decoration: underline;">450mila</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>lettere</strong></span></a> invitando i percettori di pensioni mensili superiori ai mille euro a comunicare all’Istituto quali modalità di accredito alternative al contante preferiscono tra quelle previste dalla nuova normativa:  su conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;adeguamento alle nuove modalità di pagamento dovrà avvenire <strong>entro fine febbraio</strong> e potrà essere fatta sia tramite il sito dell’Inps (da parte degli utenti che possiedono il Pin), di persona in una sede territoriale dell’Istituto oppure presso gli uffici di banche e delle Poste.</p>
<p style="text-align: justify;">Visto il numero di pensionati, specialmente i più anziani, che non dispongono di un conto corrente e non hanno dimestichezza con i pagamenti elettronici si può ipotizzare che, nei prossimi mesi, tanto i pensionati senza<em> cittadinanza </em>bancaria<em> </em>quanto gli operatori dell’Inps, delle banche e delle assicuratori dovranno avere molta <strong>pazienza…</strong>  </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Anticipare la pensione anche agli uomini disoccupati</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 07:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Fiaschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Regolamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[anticipo]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[liquidazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Per le lavoratrici dipendenti esiste una norma transitoria che da’ la possibilità di anticipare il momento del pensionamento rispetto ai lavoratori uomini. Tale disposizione – prevista in via sperimentale fino al 2015 – era stata introdotta per attenuare la penalizzazione che alle donne sarebbe derivata dall’aumento dell’età per il diritto alla pensione di anzianità, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per le lavoratrici dipendenti esiste una norma transitoria che da’ la possibilità di <strong>anticipare</strong> il momento del pensionamento rispetto ai lavoratori uomini. Tale disposizione – prevista in via sperimentale fino al 2015 – era stata introdotta per attenuare la penalizzazione che alle donne sarebbe derivata dall’aumento dell’età per il diritto alla <strong>pensione di anzianità</strong>, che dal 1° gennaio 2011 per le lavoratrici sarebbe coincisa con quella per il diritto alla <strong>pensione di vecchiaia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La soluzione adottata, rivolta a porre rimedio all’anzidetta disparità di trattamento, aveva suscitato a suo tempo non poche perplessità, in quanto la liquidazione secondo le regole di calcolo del <strong>sistema contributivo</strong> comporta, nella maggior parte dei casi, lo svantaggio di dar luogo a notevoli riduzioni degli importi pensionistici. In realtà sembra non siano molte le donne che hanno esercitato questa opzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, se l’alternativa è ritrovarsi senza alcuna fonte di reddito, noi riteniamo debba essere offerta questa possibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per effetto di tale norma transitoria (art. 1, comma 9, della legge 243/2004), mantenuta in vigore dalla recente Manovra Monti, le lavoratrici possono quindi, ancora oggi, ottenere la pensione di anzianità con almeno 35 anni di anzianità contributiva ed un’età di almeno 57 anni, se lavoratrici dipendenti, e 58, se lavoratrici autonome, a condizione che optino per il calcolo della pensione secondo le regole del sistema contributivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vorremmo dare una <strong>risposta concreta</strong> ai molti lavoratori colpiti dal decreto 201/2011 che, una volta espulsi dalle aziende, non ricevono ammortizzatori sociali perché appartengono a categorie &#8211; come quella dei dirigenti &#8211; che non ne hanno diritto per legge, non hanno più una retribuzione e non possono accedere alla pensione per il posticipo dei requisiti per l’accesso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche loro sono una categoria di lavoratori penalizzata: perché non dargli la stessa possibilità che hanno le donne?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra proposta, che verrà presentata nell’ambito della concertazione avviata in questi giorni dal Governo con le parti sociali, è quella di <strong>estendere anche ai lavoratori uomini disoccupati</strong> da almeno 12 mesi la deroga già prevista per le lavoratrici dall’art. 1, comma 9, della legge 23 agosto 2004, n. 243 e mantenuta dal D.L. 201/2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale proposta si basa su due principi sui quali poggiano le misure previdenziali varate con il decreto “salva-Italia” e cioè:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>“la previsione di un percorso predefinito di convergenza del trattamento previsto per uomini e per donne”;</li>
<li>“la presenza di clausole derogative per le categorie dei “bisognosi”.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"> Si tratterebbe sicuramente di una soluzione <strong>sostenibile</strong>, perché vi farebbe ricorso solo chi si trova realmente in una condizione critica ed è perciò disposto a ricevere un assegno pensionistico inferiore a quello che gli sarebbe stato liquidato al momento del raggiungimento dei nuovi requisiti anagrafici introdotti dalla Manovra, e soprattutto, perché la pensione conseguente sarebbe calcolata sui contributi versati, ponderata secondo l’età del richiedente e penalizzata rispetto a quanto sarebbe la stessa pensione con il sistema retributivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma l’opzione è pochi maledetti e subito piuttosto che di più ma tra 4, 5 o 7 anni. <strong>Personalmente farei scegliere. Voi?</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mi alzo una mattina alle 6</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 00:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[merito]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo questo contributo dell&#8217;amico e collega Ranieri Padovani. È il 28 dicembre 2011. Sono reduce da alcuni giorni nei quali ho trascorso serenamente il Natale con i miei cari, fra regali sotto l’albero &#8211; pochi quest’anno perché la crisi si sente, eccome! -  casette con le luci, letterine delle mie nipotine, biscotti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Riceviamo e pubblichiamo questo contributo dell&#8217;amico e collega Ranieri Padovani.</em></p>
<p style="text-align: justify;">È il 28 dicembre 2011. Sono reduce da alcuni giorni nei quali ho trascorso serenamente il Natale con i miei cari, fra regali sotto l’albero &#8211; pochi quest’anno perché la crisi si sente, eccome! -  casette con le luci, letterine delle mie nipotine, biscotti e latte per le renne e vino per Babbo Natale sul terrazzino, e altre cose meravigliose come queste.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi alzo alle 6, faccio la barba, mi lavo i denti e vado a comprare il giornale. Mi piacerebbe vedere in prima pagina un bel titolo del tipo <em>“Babbo Natale, anche quest’anno è stato visto in città”.</em> Non se ne parla nemmeno: il titolo invece è <em>“ Statali, la truffa dei due lavori”</em> con occhielli <em>“…raggiri ai danni dell’ Inps</em>” e sottotitolo “<em>Migliaia sotto inchiesta. Il funzionario con 62 consulenze”</em>e via con altre nefandezze di questo tipo.</p>
<p style="text-align: justify;">Porca miseria, mi dico, ma è mai possibile che il mondo sia così marcio? E mi arrabbio veramente e, ancora una volta non so se sentirmi scemo o bravo. Da pochi giorni vivo solo della mia pensione. Solo della mia pensione perché ho chiuso altre attività lavorative &#8211; non per mia volontà o perché non ce la faccio più – ma semplicemente perché non c’è più lavoro per me.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi appresto dunque a iniziare il 2012 potendo contare solo sulla mia pensione  &#8211; d’oro, dice qualcuno &#8211; perché io sono stato un dirigente e, di conseguenza fruisco di una pensione d’oro! Certo, è d’oro se la confronto con quelle minime o anche con quelle medie, quindi, non ho il coraggio di lamentarmi troppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Però poi penso alle manovre dei nostri governi, anche l’ultimo in ordine di tempo, e mi riarrabbio per tutta questa ingiustizia che vedo intorno a me. Non voglio farmi passare per più santo di quello che sono, però, penso che ho passato tutta la mia vita a cercare di fare l’onesto con un occhio di attenzione verso gli altri per scoprire, alla fine, di essere punito per questo invece di ottenere un sia pur piccolo premio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nientediché, sia chiaro! Per esempio che la mia pensione venga adeguata al costo della vita che cresce, invece di essere ridotta.</p>
<p style="text-align: justify;">E vado avanti, pensando alla meritocrazia, che significa “premiare chi se lo merita” (pensate che cosa strana!). Invece vengo a sapere di gente che frega l’Inps, che frega i suoi datori di lavoro, che frega lo Stato. Che frega tutti. Che frega me! Perché se quella gente lì non fregasse tutti, probabilmente i governi potrebbero premiare me e chi, come me, se lo meriterebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">E penso ai miei figli e ai miei nipoti che chissà se potranno fruire di una pensione decente – non d’oro come la mia – ma almeno decente!</p>
<p style="text-align: justify;">Scusatemi per lo sfogo, amici miei, ma sono davvero arrabbiato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante tutto, vi auguro affettuosamente,  un felice 2012!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Costituente Manageriale scrive al ministro Fornero</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 10:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Pistolese</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[ammortizzatori sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>
		<category><![CDATA[perequazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul decreto-legge 201, presentato dal Premier Monti, è intervenuta sia Manageritalia e sia la Costituente Manageriale. La nostra organizzazione ha trasmesso ai deputati di diverse forze politiche due emendamenti alla disposizioni che concernono le nuove regole pensionistiche. Il primo emendamento chiesto da Manageritalia riguarda la questione dell’ennesima sospensione della rivalutazione sui trattamenti, che è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sul decreto-legge 201, presentato dal Premier Monti, è intervenuta sia Manageritalia e sia la Costituente Manageriale. La nostra organizzazione ha trasmesso ai deputati di diverse forze politiche due emendamenti alla disposizioni che concernono le <strong>nuove regole pensionistiche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/12/fornero.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2505" title="fornero" src="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/12/fornero.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo emendamento chiesto da Manageritalia riguarda la questione dell’ennesima sospensione della rivalutazione sui trattamenti, che è stata modificata il 13 dicembre in Commissione, con un sub emendamento dei Relatori all’emendamento del Governo. Si prevede ora il blocco totale della <strong>perequazione</strong> per i trattamenti superiori alle 3 volte il minimo, quindi circa 1.420 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra richiesta emendativa è finalizzata a tutelare tutte quelle famiglie monoreddito che posseggono solo un reddito da pensione e una casa di proprietà. Abbiamo chiesto di aumentare il limite fino a 5 volte il minimo (circa 2380 euro lordi, e di prevedere il blocco solo sulla parte eccedente tale importo, affinché tutti i pensionati, almeno sulla prima parte, abbiano l’indicizzazione piena.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo emendamento è inteso a sopprimere il limite delle 50.000 unità per le quali è previsto la deroga al nuovo regime dei requisiti di accesso alla pensione, ovvero i lavoratori in mobilità. Sul medesimo punto è stata inviata anche una lettera al Ministro firmata dal Coordinatore della <strong>Costituente Manageriale</strong>, Silvestre Bertolini.</p>
<p style="text-align: justify;">Con essa abbiamo chiesto al Ministro un incontro urgente per discutere di quei temi che stanno creando una crescente preoccupazione nei riguardi dei colleghi dirigenti prossimi alla pensione derivanti dallo slittamento dei requisiti utili per andare in pensione. Molti dirigenti sono stati allontanati in questi anni dalle aziende a causa della crisi e hanno fatto affidamento sul trattamento pensionistico come unica fonte di reddito. Lo spostamento dei requisiti in avanti li esclude dalla possibilità di poter contare su una qualsivoglia forma di sostentamento perché si troveranno senza retribuzione e senza pensione, come più volte sottolineato in questo BLOG. Ad aggravare la cosa c’è il problema che la legge prevede una deroga per coloro che sono in mobilità ma i dirigenti, come è noto, non godono di tale ammortizzatore sociale, pur contribuendo ad esso.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo quindi chiesto al Ministro che, se non soppresso, nel limite dei 50.000 lavoratori in mobilità beneficiari dell’esenzione al nuovo regime di accesso, siano ricompresi i dirigenti che posseggano i requisiti e che non siano discriminati solo per il fatto di essere esclusi per legge dallo strumento della mobilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine abbiamo chiesto di sollevare dal limite dei 50.000 coloro che hanno effettuato versamenti volontari alla gestione Inps. Per loro il riferimento alle vecchie regole dovrebbe essere automatico.</p>
<p style="text-align: justify;">La segreteria tecnica del Ministro ci ha risposto che quest’ultima ha preso visione delle nostre richieste e che si prevede un incontro per l’inizio del mese di gennaio, subito dopo la pausa natalizia. Intanto stanno proseguendo gli incontri con i parlamentari, anche se la fiducia posta alla Camera lascia intravedere ben pochi spiragli di <strong>manovra</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Indignarsi non basta. L’intervista a Walter Passerini sul Dirigente</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 16:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Il Dirigente]]></category>
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		<description><![CDATA[Agire, informarsi, correre ai ripari. Perché “indignarsi non basta, anche se di motivi ce ne sono tanti”. Affrontare la sfida della pensioni nell’epoca dell’incertezza, dei tagli, delle manovre e della crisi è un compito complesso e impegnativo quanto necessario e possibile. E’ la tesi di Walter Passerini, giornalista specializzato in economia, autore con Ignazio Marino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Agire, informarsi, correre ai ripari. Perché “indignarsi non basta, anche se di motivi ce ne sono tanti”. Affrontare la sfida della pensioni nell’epoca dell’incertezza, dei tagli, delle manovre e della crisi è un compito complesso e impegnativo quanto necessario e possibile. E’ la tesi di Walter Passerini, giornalista specializzato in economia, autore con Ignazio Marino del libro <em><a href="http://www.chiarelettere.it/libro/reverse/senza-pensioni.php">Senza pensioni. Tutto quello che dovete sapere sul vostro futuro e che nessuno osa raccontarvi</a></em>. Marino è stato intervistato da Roberta Roncelli per l’ultimo numero del Dirigente. Per leggere l’intervista completa <a href="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/12/clicca-qui.pdf">clicca qui</a> .</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perché non ci hanno chiesto la fede?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 08:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Rabbia</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[manovra finanziaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Occorre riconoscere che siamo un gran popolo. E che soprattutto abbiamo dei mass media buontemponi. Prima tutti a urlare di cacciare il nano perché, a differenza degli altri, faceva porcherie sotto le lenzuola. Poi tutti incantati davanti al Nuovo Messia Mario Monti e in attesa del suo programma “salvatuttodallatragediaincombente”. Infine, dopo un attimo di patriottismo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Occorre riconoscere che siamo un gran popolo. E che soprattutto abbiamo dei mass media buontemponi.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima tutti a urlare di cacciare il nano perché, a differenza degli altri, faceva porcherie sotto le lenzuola. Poi tutti incantati davanti al Nuovo Messia Mario Monti e in attesa del suo programma “salvatuttodallatragediaincombente”. Infine, dopo un attimo di patriottismo e di incantamento davanti alla  sua capacità espositiva, eccoci a guardare il nostro orticello e a incazzarci di brutto quando scopriamo che sullo stesso è arrivato lo tsunami.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho un amico  fra i più toccati. Ha una pensione di cui si  vergogna, perché sembra che l&#8217;abbia rubata e qualcuno dice che è ricco. Ha un Suv a cui è arrivato con il rimborso dall&#8217;assicurazione dopo un incidente quasi mortale capitatogli alla guida di una vettura molto più fragile. E infine ha un&#8217;unica casa in cui abita.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; un caso disperato,preso di mira  dai nuovi  professoroni. I quali, chiamati a far cassa, hanno rispolverato le cose che forse lo stesso Berlusconi, ma anche Bersani, Casini e altri avrebbero saputo fare. Tasse, tasse, tasse. Con l&#8217;unico intento di fare cassa.</p>
<p style="text-align: justify;">Io non mi aggrego a coloro che piangono sul proprio orticello ma chiedo:</p>
<p style="text-align: justify;">“Se, come credo, era tragicamente necessario raccogliere moneta, <strong>perché non ci avete chiesto le fedi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/12/fedr.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2477" title="fedr" src="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/12/fedr.jpg" alt="" width="264" height="191" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma vi immaginate che scossone avreste dato al Paese e come saremmo corsi tutti a fare il nostro dovere? Cortei  con in testa i tre sindacati più grandi e i loro iscritti, subito dopo i politici dimissionari con mogli e amanti al fianco, dietro il popolo, finalmente unito con il solo tricolore come bandiera!</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti cantando inni patriottici e l&#8217;obolo dorato in mano. Arrivati davanti ai Municipi cittadini (a Roma addirittura si sarebbe potuto fare all&#8217;altare della Patria) ognuno avrebbe versato la fede in un grande contenitore.</p>
<p style="text-align: justify;">E in questo modo si sarebbe raccolta una enorme cifra senza intaccare di molto l&#8217;economia individuale e quindi i consumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho raccontato questa proposta a qualcuno e ho avuto alcune serie obiezioni. Uno ha detto che era una cosa già fatta nel ventennio e cosi Napolitano avrebbe preso del fascista. Un&#8217;altro ha detto che,visti i tempi,molti avrebbero versato fedi false. Uno ancora si è posto il problema dei musulmani che, non scambiandosi le fedi,n on avrebbero potuto aiutare il Paese in cui vivono.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo ha detto che questa cosa, invadendo la privacy, non si poteva imporre per Decreto ma andava discussa in Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora non resta che tenerci questo regalo dei “tecnici”, sperare che non ci porti alla recessione e che, fra i nostri figli, ci sia qualcuno che sappia dare una scossa a questo povero Paese, senza far pagare i debiti ai soliti noti.</p>
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		<title>Rompere il salvadanaio o fare le riforme?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 11:38:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Fiaschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Elsa Fornero]]></category>
		<category><![CDATA[perequazione]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia si ripete. Nei momenti difficili del nostro Paese, quando è necessario fare cassa, si guarda subito alla previdenza. Mai come in questi giorni si registra quel senso di angoscia che tali discussioni provocano nei pensionati e nei lavoratori. Un sentimento che genera una confusione dove prosperano i mistificatori. Non è vero  &#8211; come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La storia si ripete. Nei <strong>momenti difficili</strong> del nostro Paese, quando è necessario fare cassa, si guarda subito alla previdenza. Mai come in questi giorni si registra quel senso di <strong>angoscia</strong> che tali discussioni provocano nei pensionati e nei lavoratori. Un sentimento che genera una <strong>confusione</strong> dove prosperano i mistificatori. Non è vero  &#8211; come alcuni sostengono – che il nostro sistema previdenziale è allo sfascio. Al contrario: è in equilibrio ed è solido, come ha detto anche il nuovo ministro del Lavoro Elsa Fornero. Le riforme già avviate lo rendono adeguato a quelli degli altri Paesi Ue.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/12/salvadanaio-rotto.bmp"><img class="alignnone size-full wp-image-2454" title="salvadanaio rotto" src="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/12/salvadanaio-rotto.bmp" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il problema che l’Italia deve affrontare è più a monte e riguarda la <strong>crescita</strong>. Se alcuni degli interventi in materia di pensioni su cui si vocifera in questi giorni verranno attuati – come per esempio il blocco della perequazione – si rischia di frenare ulteriormente la ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può rilanciare l’economia se si alimenta la sfiducia deprimendo i consumi o alimentando l’angoscia; se si continua a penalizzare i lavoratori e i pensionati anziché arginare l’evasione e colpire le rendite di posizione. E’ necessario agire alla radice, sulle cause della crisi, varando misure per incentivare l’equità fiscale, riducendo gli sprechi e i costi inutili, valorizzando il merito e incentivando l’occupazione giovanile con misure ad hoc: perché senza incentivare il lavoro, le retribuzioni, non possiamo pensare di avere un sistema sociale sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel campo della previdenza si possono <strong>accelerare le tappe</strong> delle riforme già approvate, magari partendo con l’universalizzazione del contributivo, pro rata, già dal 2012. Si può anche scambiare la possibilità di vivere in un paese migliore con l’impegno a lavorare tutti di più introducendo però un sistema chiaro, definitivo, con logiche di incentivi e penalizzazioni e soprattutto flessibile. Senza, però, continuare a considerare le pensioni come un <strong>salvadanaio</strong> da rompere nelle emergenze.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un milione di auguri!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi questo blog ha superato il milione di contatti! Tecnicamente significa che più di un milione di pagine sono state visitate. E’ un traguardo importante, se pensiamo che il blog è stato lanciato solo due anni e mezzo fa&#8230; Ma è importante soprattutto perché dimostra che la rete ci segue; che siamo uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi questo <strong>blog</strong> ha superato il milione di contatti!</p>
<p style="text-align: justify;">Tecnicamente significa che più di un milione di pagine sono state visitate.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un <strong>traguardo</strong> importante, se pensiamo che il blog è stato lanciato solo due anni e mezzo fa&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma è importante soprattutto perché dimostra che la rete ci segue; che siamo uno snodo di rete <strong>autorevole</strong>. E che quello che scriviamo suscita interesse. A confermarlo c’è il numero di commenti – 2813 &#8211; ai 282 post fin’ora pubblicati: una media di 10 commenti ogni post.</p>
<p style="text-align: justify;">Molta gente, sul web, cerca informazioni sull’argomento delle pensioni. E molti finiscono per trovarle sul nostro blog. Il dibattito che animiamo è molto dinamico. Gestiamo un flusso di contatti sempre più interattivo ed esigente. E’ anche per questo che, dallo scorso agosto, abbiamo smesso di pubblicare i commenti che contengono richieste specifiche su casi personali. Stavamo rischiando di diventare un centro di consulenza previdenziale!</p>
<p style="text-align: justify;">Molti dei contatti arrivano quando il dibattito sulle pensioni è particolarmente “caldo”, cioè quando si parla di riforme, di perequazione, di età pensionabile, di riscatti ecc. Come in questi giorni, mentre gli italiani attendono le riforme annunciate dal neoministro Fornero…</p>
<p style="text-align: justify;">Continuiamo a presidiare l’argomento e ci impegniamo a farlo sempre meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ringraziamo della <strong>fiducia</strong> tutti i lettori e, in particolare, i quasi tremila “commentatori” che arricchiscono queste pagine con le loro idee, critiche, domande e proposte. Continuate a seguirci!</p>
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		<title>Mi si intrecciano i diti!</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Livio Rabbia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Livio Rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[perequazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi capita spesso, in questi giorni di “passione”, di ripensare a questa divertentissima frase di Villaggio. Lui povero impiegato, seduto davanti alla scrivania del tremendo Capo Ufficio che gli urlava improperi, così esprimeva la sua confusione e sottomissione. Ebbene, sta succedendo anche a me e forse a voi. Non capisco più nulla. Mi si intrecciano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Mi capita spesso, in questi giorni di “passione”, di ripensare a questa divertentissima frase di Villaggio. Lui povero impiegato, seduto davanti alla scrivania del tremendo Capo Ufficio che gli urlava improperi, così esprimeva la sua <strong>confusione e sottomissione</strong>. Ebbene, sta succedendo anche a me e forse a voi. Non capisco più nulla. Mi si intrecciano dita e cervello.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;"><a href="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/11/fantozzi1.bmp"><img class="alignnone size-full wp-image-2440" title="fantozzi" src="http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2011/11/fantozzi1.bmp" alt="" /></a></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Avevo capito che Berlusconi doveva togliersi di mezzo per consentire di varare certe misure. Avevo atteso il governo Monti come il Salvatore. Avevo auspicato un esecutivo solo tecnico. Soprattutto mi avevano convinto che questo benedetto spread non poteva passare quota 500, e che le borse si sarebbero riprese. Non vi nascondo che addirittura ero arrivato a pensare che  i  “nuovi”, liberi dal vincolo elettorale, sarebbero riusciti ad eliminare alcune palesi ingiustizie, fra cui la mancata <strong>perequazione</strong> delle nostre pensioni.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">E invece lo spread cresce, le borse calano, di provvedimenti non se ne parla. Volano solo nell’aria, aumentando il nostro terrore, notizie di <strong>futuri sacrifici</strong>. Sulla casa, su chi ha quattro soldi in banca, su chi, in pensione, non può difendersi.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Non è che noi non siamo disposti a dare, ma abbiamo bisogno di certezze, per vedere come <strong>affrontare il futuro</strong>.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">E aggiungo un’altra considerazione. Il nuovo Governo è stato giustamente infarcito di professori, tecnici, banchieri. Tutti eccezionalmente bravi. </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Ma voi, da Dirigenti navigati, cosa avreste fatto? Io li avrei chiamati e avrei chiesto loro che programmi avessero, nel loro campo, per risanare il Paese. Solo dopo aver constatato che i loro progetti erano in linea con i miei, avrei conferito l’incarico. Rendendo possibile decisioni immediate per la nostra salvezza. Se non è anche questa una bufala.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Invece questi signori sembrano essere al primo giorno di scuola. Devono conoscere, imparare, andare a trovare qualche cugino all’estero. E mi fermo qui.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Perché forse è meglio accendere la tv e guardarsi la partita. L’altra sera, per esempio, c’era Milan-Barcellona. Me la sono gustata a dita sciolte, appoggiate sul bracciolo della poltrona.</span></span></p>
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