Il Decreto Milleproroghe, contenente, tra l’altro le norme relative ai lavoratori “esodati” è stato approvato il 15 febbraio dall’Aula del Senato ed è tornato alla Camera in terza lettura per l’approvazione finale. Fuori purtroppo per ora la questione dell’allargamento della platea degli “esodati”, (ma «non resterà senza risposte, andavano solo evitate soluzioni affrettate», ha detto il relatore del provvedimento Lucio Malan).

Il decreto avrebbe dovuto correggere alcuni squilibri della nuova normativa in materia previdenziale che avrà un grande impatto sulla vita dei lavoratori. Sarebbe stata auspicabile una modifica alla norma che riguarda il pensionamento dei lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto in ragione di accordi di incentivo all’esodo, contando sull’applicazione delle regole previgenti alla recente riforma pensionistica  che avrebbe offerto una soluzione definitiva a tale problema, ma il Governo non lo ha ritenuto possibile.

Il Ministro Elsa Fornero, partecipando lo scorso 13 ottobre alla seduta delle Commissioni congiunte I e V del Senato per esprimere la posizione del Governo sui contenuti dell’articolo 6 e dell’articolo 6-bis del decreto-legge, in materia previdenziale, nonché sui relativi emendamenti presentati, ha osservato che esiste il rischio che i lavoratori il cui “esodo” fa seguito ad accordi sindacali o anche individuali stipulati tra il 5 e il 31 dicembre 2011, a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina previdenziale si trovino in una condizione singolare e non percepiscano né il salario né il trattamento pensionistico.

Tuttavia il Governo è contrario alle proposte emendative finalizzate ad estendere le deroghe anche a quei lavoratori e ritiene che dette deroghe debbano restare limitate a situazioni del tutto eccezionali. Tale posizione ostativa del Governo si fonda sulla considerazione che le deroghe richieste avvantaggerebbero soggetti che hanno stipulato accordi nella piena consapevolezza del mutato quadro normativo e che in tale nuovo contesto gli istituti pensionistici non devono essere utilizzati quali impropri ammortizzatori sociali. Tuttavia, visto che le ragioni sottese a quelle proposte emendative individuano problematiche sociali di obiettiva gravità e rilevanza, a cui appare necessario fornire una risposta attraverso l’utilizzo degli strumenti di tutela più pertinenti, a nome del Governo si impegna a valutare l’opportunità di soddisfare quelle esigenze attraverso adeguate forme di sostegno al reddito, facendo ricorso alle tipologie esistenti di ammortizzatori sociali.

Il Ministro ha precisato che l’argomento non potrà essere inserito nella riforma del mercato del lavoro, trattandosi di materia particolare e distinta tuttavia ha appoggiato l’estensione della deroga per quanto riguarda i genitori di persone con gravi disabilità, nel senso di confermare la differenza di quattro anni rispetto alle altre persone per il raggiungimento dell’età minima ai fini della pensione di anzianità.

E’ quindi ancora da definire la questione per impedire che migliaia di lavoratori rimangano per lunghi anni senza lavoro e senza pensione. Manageritalia, insieme alle altre organizzazioni della dirigenza, ha fatto e farà il possibile per convincere il legislatore. Il nocciolo della questione è però sempre lo stesso: trovare le risorse finanziarie necessarie per accordare ad un maggior numero di soggetti “esodati” l’esenzione dagli effetti della recente riforma delle pensioni.