L’INPS con circolare n. 10 del 2 febbraio 2012 ha finalmente fornito alle sedi territoriali le istruzioni per l’adeguamento al costo della vita degli assegni pensionistici che, come è noto, quest’anno ed il prossimo non verrà erogato a tutti i pensionati, ma solo a coloro che percepiscono trattamenti pensionistici fino a tre volte il trattamento minimo INPS.


Le percentuali di perequazione per il 2012 sono indicate nel decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 18 gennaio 2012, che ha fissato il valore definitivo per il 2011 e quello previsionale per il 2012 per l’adeguamento delle pensioni, sulla base dei dati ISTAT.

L’aumento definitivo di perequazione automatica per l’anno 2011 è pari all’ 1,6%.  Trattandosi di un valore superiore rispetto a quello determinato in via provvisoria per il medesimo anno (1,4%), ne deriva che l’applicazione della percentuale definitiva di perequazione automatica per l’anno 2011 comporta un conguaglio a favore dei pensionati pari allo 0,2%.

Per l’anno 2012, invece, la percentuale di aumento è stata fissata in via previsionale al 2,6%, adeguamento che verrà attribuito solo ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, che saranno rivalutati al 100% dell’inflazione.

Per le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo ed inferiore a tale limite incrementato del 2,6%, l’aumento di rivalutazione è attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato.

Pertanto, la rivalutazione provvisoria del 2,6% verrà applicata per intero sui trattamenti pensionistici fino a 1.405,05 euro mensili (468,35 x 3), con un aumento massimo mensile di 36,54 euro, mentre gli assegni pensionistici superiori a 1.405,05 e inferiori a 1.441,59 euro (1.405,05 + 36,54) verranno incrementati fino a raggiungere l’importo di 1.441,59 euro lordi.

Chi, invece, è titolare di trattamenti pensionistici di importo superiore percepirà un assegno identico a quello liquidato a dicembre del 2011.

Nel fornire questa informativa ribadiamo la nostra aperta contrarietà per una norma che penalizza per l’ennesima volta e per due anni di seguito una categoria di contribuenti, tutti i pensionati che percepiscono più di 1.000 euro netti al mese, che dovrebbe essere invece degna di tutela, come confermano le lacrime versate in proposito dal Ministro Fornero.