Un capitano che abbandona la nave che affonda. Un comandante del porto che, con voce tonante, gli ordina di risalire a bordo, forse per nascondere la propria negligenza. Un armatore che vuole scrollarsi di dosso la responsabilità di avere incoraggiato altre volte la manovra azzardata. I mass media che si buttano sul ludibrio personale di un poveraccio senza conoscere ancora bene i fatti. Qualcuno che arriva a esporre le frasi imbecilli che la parte peggiore del Paese scrive su internet. E la maglietta cretina è già in vendita. Intanto la Magistratura litiga. Il naufragio della Concordia è già il tormentone di tv, radio e giornali. Durerà sino a Sanremo, quando annegheremo anche noi in un mare di canzonette.
Questa è purtroppo una realtà che apre l’ennesimo squarcio di luce su una Italia che non ci piace e che sembra la maggioranza perchè grida più forte.
E non dimentichiamoci che cosa sta succedendo nel campo tecnico, politico, manovratore. Gli stessi urlatori scendono in piazza per prevenire le riforme che li potrebbero riguardare infischiandosene di quelli che le subiscono in doveroso e patriottico silenzio.
Sono convinto che chi mi legge la pensa come me.
Questa parte del Paese non ci piace. E’ la stessa che ci ha portato nel baratro e ci ha fatto vivere al di sopra delle nostre possibità e ci costringe oggi a pagarne il debito. E’ ora di tornare seri e di costruire un’Italia diversa.
Noi, dirigenti, associati a Manageritalia e non, abbiamo la coscienza pulita. Abbiamo lavorato tanto per le nostre Aziende e per l’Italia. Quasi sempre in modo onesto perchè le aziende non durano se non rispondono anche a un codice morale.
Ora subiamo l’ennesimo attacco alle nostre pensioni. In più veniamo in soccorso a un Fasdac che scopriamo essere più oneroso di quanto eravamo abituati a pensare. Ma rimaniamo a bordo perché crediamo che solo così si possa raddrizzare la nave e condurla verso mete più felici.
Speriamo non troppo lontane.












Ahimè, come sono d’accordo!
26 gennaio 2012 alle 18:55Sono molto d’accordo, io ho lavorato quarant’anni come dirigente e trovo che il mondo sta cambiando in peggio, molto in peggio troppo rapidamente… ma avendo ormai 86 (86) anni sono rassegnato: spero che i miei sette nipoti possano trovare di meglio. Chissa’ !!
4 febbraio 2012 alle 23:47Cari Mauro e Giacomo,
8 febbraio 2012 alle 18:29grazie per aver commentato.Il nostro blog è letto da più di 1000 persone al giorno.Molti saranno dirigenti.Ma,come vedete,pochi scrivono per dire la loro ,in accordo o meno con chi scrive.Peccato perchè è uno strumento che potremmo usare,oltre che per dibattere,per esprimere le nostre idee e farle conoscere. I giovani leggerebbero delle nostre esperienze e tutti comprenderebbero che i manager sono una parte sana del Paese .E servirebbe anche a scrollarci di dosso le ingiuste etichette degli ultimi anni.
Solo oggi 10 febbraio ho letto questo post. Centrato!
10 febbraio 2012 alle 17:52D ‘accordo su tutto dalla prima all’ultima riga.
Aggiungerei una semplice iniziativa per cominciare a mettere un po’ di ordine: istituire un sistema di fideiussioni, bancarie o assicurative,incamerabili da parte delle amministrazioni pubbliche qualora vi siano a fine lavori e dopo un attento controllo, discrepanze tra il contratto firmato e il lavoro eseguito. Le fideiussioni saranno a carico di chi commissiona lavori pubblici. Quanto sopra per fermare quella parte del Paese che non ci piace e non aumentare il dissesto e far pagare sempre ai soliti noti.
Noi dirigenti siamo sempre stati un punto di riferimento e lo dobbiamo essere ancor più nei momenti cupi, come sarà capitato a molti di esserlo nella vita delle singole aziende presso cui abbiamo lavorato,