Dall’inizio del 2011, come accade ogni anno, ci sono stati alcuni cambiamenti in materia di pensioni. Con questo post si chiude il ciclo di aggiornamenti pubblicati sul blog per diffondere informazioni sulle novità di maggior interesse per gli associati e per fare il punto sulle normative previdenziali più importanti.

Nel 2011 non sono state apportate modifiche alla normativa sulla totalizzazione dei periodi assicurativi, la normativa che consente ai lavoratori che nel corso della propria vita hanno svolto attività diverse e sono stati iscritti a più gestioni pensionistiche, di ottenere un’unica pensione sommando i diversi periodi contributivi, purché non coincidenti.

La totalizzazione può essere chiesta da tutti i lavoratori dipendenti, autonomi, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori a progetto e liberi professionisti, ed è completamente gratuita.

Il lavoratore, che non deve essere già titolare di pensione in nessuna delle gestioni a cui è stato iscritto, può richiedere la totalizzazione se possiede i suddetti requisiti:

- almeno 3 anni di contributi versati in ogni gestione assicurativa;

- almeno 20 anni di contribuzione complessiva e 65 anni di età

oppure

- 40 di contribuzione complessiva a prescindere dall’età.

Per il perfezionamento dell’anzianità contributiva utile per il diritto alle prestazioni pensionistiche conseguibili attraverso la totalizzazione, la contribuzione accreditata per periodi coincidenti deve essere conteggiata una volta sola (rif. punto 8 della circolare INPS n. 69 del 9 maggio 2006).

Poiché l’Assicurazione Generale Obbligatoria viene considerata come una forma pensionistica unitaria sebbene strutturata in più gestioni, i periodi di contribuzione accreditati nel Fondo Pensioni dei Lavoratori Dipendenti e nelle Gestioni speciali dei Lavoratori Autonomi possono essere cumulati fra loro al fine dell’accertamento del raggiungimento dell’anzianità contributiva minima di 3 anni, necessaria per includere una gestione nel cumulo dei periodi assicurativi.

Le gestioni pensionistiche calcolano la quota di pensione di propria competenza in proporzione all’anzianità contribuiva maturata dal lavoratore in ciascuna di esse. Il pagamento della pensione è effettuato dall’Inps, ma l’onere rimane a carico delle singole gestioni in relazione alle rispettive quote.