“Guardare al futuro non vuol dire sempre guardare oltre. Il futuro inizia dal presente e nel nostro attuale presente qualche segnale di solida attenzione per il domani è già stato scritto a proposito di pensioni”.

A scrivere queste parole che trasmettono un po’ di speranza su un argomento – quello della previdenza – su cui grava un alone di pessimismo, è il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, in un’analisi pubblicata dal Corriere della Sera il 5 agosto.

Ritenendo che verso il 2050 si andrà in pensione attorno ai 70 anni, dopo aver ricordato che la riforma delle pensioni in Italia “è un fatto compiuto” e che il percorso seguito nel nostro Paese “è probabilmente il più coerente e stabile del panorama europeo”, Mastrapasqua giudica “poco pertinente il periodico appello a nuovi patti generazionali” e auspica che si dedichi particolare attenzione alla cultura previdenziale, affermando che ciascuno è ormai diventato protagonista della propria storia previdenziale.

Per garantire la corrispondenza tra contributi e prestazioni, mantenere i conti della previdenza in ordine sul lungo periodo e assicurare un futuro a chi lavora (specialmente ai più giovani) Mastrapasqua scrive che è prioritario contrastare il sommerso e battersi per la legalità.