Tra gli obiettivi di questo blog c’è quello di dare voce agli associati in pensione, creando una piazza virtuale dove passare e fermarsi a parlare, ascoltare, pensare.
Molti dei post e dei commenti ricevuti e pubblicati fin’ora contengono le storie e le opinioni di manager pensionati. Vogliamo renderle più visibili.
Per farlo abbiamo deciso di compiere una ricognizione raccogliendo, sotto forma di intervista, alcune testimonianze speciali.
L’intenzione è quella di valorizzare questo patrimonio e metterlo a disposizione dei lettori del blog, dando voce a tutti gli associati in pensione che vogliono raccontare e condividere la propria storia.
Chi volesse essere intervistato può contattare Niccolò Gori Sassoli, scrivendo une e-mail a niccolo.gorisassoli@manageritalia.it.
Il primo ospite della nostra nuova rubrica è Giuseppe Orsini, associato a Manageritalia Roma, in pensione da 12 anni dopo quarant’anni di lavoro, di cui buona parte a livello dirigenziale.
“Ogni giorno voglio imparare qualcosa. Per carattere sono portato ad essere curioso, a interessarmi di tutto. Da quando sono in pensione, rispetto a quando lavoravo, questa mia indole si esprime con maggiore libertà: posso finalmente saziare la mia fame di imparare, di sapere, di pensare…
Ho studiato per fare l’insegnante, ma dopo due anni mi sono accorto che insegnare non mi piaceva. Così, mentre ero a Torino per il militare, ho risposto a un annuncio e ho cominciato a lavorare come venditore per una ditta di macchine da ufficio. Mi sono occupato di marketing, ho girato il mondo cercando prodotti da importare in Italia. Ero l’uomo di fiducia del presidente dell’azienda. In un certo senso ho fatto l’imprenditore pur facendo il dipendente. In effetti ho sempre ragionato da imprenditore: avevo il bernoccolo di capire in anticipo qual’era il mercato. E, nel campo dei computer e negli anni ‘70, non era facile comprendere necessità e tendenze del mercato. Ma non ho mai voluto mettermi in proprio, anche perché mi pagavano bene, non dovevo chiedere niente!”
Altri tempi. Ma tra l’avvento dell’euro, la perequazione e la pressione del fisco, i ricchi contributi versati nel corso di una vita sono diventati una buona pensione; nulla di più.
“Di certo non mi lamento. Anche se con la mia pensione ci viviamo io, mia moglie e nostra figlia disabile. Abbiamo a disposizione una pensione di tutto rispetto ma, sinceramente, inferiore a quanto mi sarei aspettato rispetto ai contributi versati in 39 anni e 9 mesi di lavoro. Ma i politici – la “Casta”! – purtroppo, pensano soprattutto a sé stessi e al proprio potere”.
La passione politica ha portato Giuseppe a fondare il Movimento Elia (Elettori Liberi e Attivi), un’associazione impegnata a diffondere i valori della partecipazione e del senso civico e a promuovere il dibattito su temi sociali, culturali, storici, filosofici e religiosi.
“Con il Movimento cerchiamo di far prendere coscienza al Cittadino dei suoi diritti e dei suoi doveri. Siamo attivi non solo a livello locale (Ostia, dove abito, e Piceno, dove sono nato).
Abbiamo realizzato campagne di sensibilizzazione sul problema della depurazione delle acque e sui disservizi della sanità. Pubblichiamo una newsletter che mandiamo a quasi 10mila persone tra cui ministri, parlamentari, autorità locali. Purtroppo, a volte, sento che questo sforzo è vano. Politici e cittadini, sembrano sempre più assenti, amorfi, assuefatti. Ma non ci arrendiamo”.
Oltre alla politica Giuseppe è attivo nell’ambito sociale ed è sempre alla ricerca di nuovi stimoli culturali. Partecipa come volontario ad attività di solidarietà ed è un appassionato frequentatore di concerti, mostre, biblioteche, luoghi d’arte…
“Vivere vicino a Roma è una fortuna. Roma è un enorme libro aperto che io, da pensionato, cerco di leggere a fondo. Ne ricavo una grande energia che cerco di condividere con gli altri, nella vita di tutti i giorni. Se avessi voluto, avrei potuto continuare a fare il consulente e guadagnare parecchi soldi. Ma non mi interessava. Non giudico gli altri, ma personalmente mi sento realizzato proprio perché cerco di esplorare altri orizzonti, oltre a quelli della mia vita professionale.
So che per molti colleghi è difficile coltivare interessi extra lavorativi. Anche perché non è una cosa che si improvvisa a un mese dalla pensione. Bisogna prepararsi per tempo. E’ un percorso che parte da lontano, che si intreccia con la storia personale di ciascuno, con la vita affettiva. Ed in questo la moglie mi è stata di grande aiuto. Sempre.
E’ un percorso da iniziare fin da giovani ed in coppia, partendo dal principio che il denaro non è tutto e che vivere in modo semplice può rendere felici”.











Ho letto tutto con attenzione ; ho apprezzato molto i contenuti di tutti gli articoli presentati, interessanti che condivido al 100%.
26 maggio 2010 alle 10:45Ho avuto il piacere di incontrarti diverse volte agli incontri organizzati da Manageritalia e devo dire che sei una persona piena di risorse, colto e piacevolmente curioso ,pieno di umanità.
A presto rincontrarci, un cordiale saluto anche alla tua Signora che ti affianca in modo impeccabile.
Complimenti ancora e ..buon lavoro…il tuo.
Vincenzo Vigelini
Caro Orsini
23 gennaio 2011 alle 18:04mi dò dei pugnetti(leggeri)sulla capoccia,per avere letto solo oggi le belle cose che ti riguardano sul blog.Mi sono riconosciuto in molte delle tue affermazioni ma soprattutto laddove traspare la tua sincerità e la tua modestia,nonostante sia convinto che tu sia fra i nostri più colti e dotati colleghi.Chissà quante volte ci siamo sfiorati nelle riunioni,senza conoscerci!
Se ti fa piacere potremmo in qualche modo incontrarci(sul blog o via email) .Tu poi potrai valutare se ti posso essere utile a portare avanti qualche tua iniziativa.Io vivo a Roma.Ciao
Livio