Tecnici e politici appoggiano le proposte di Manageritalia per riformare il sistema previdenziale ma avvertono che la strada per arrivare agli auspicati cambiamenti è lunga e piena di ostacoli, in primis quello della copertura economica.
E’ quanto emerso, in sintesi, dal convegno “La previdenza della dirigenza pubblica e privata di oggi e di domani”, organizzato il 23 febbraio a Roma da Manageritalia insieme a Confedir-Mit e Federspev, al quale hanno partecipato circa 400 persone e sono intervenuti, tra gli altri: Eumenio Miscetti (Presidente Federspev, Federazione Nazionale Sanitari Pensionati e Vedove); Marco Perelli Ercolini (Vicepresidente Nazionale Vicario Federspev); Michele Poerio (Segretario Nazionale Confedir_MIT e Federspev); Bernardo Filippello (Coordinatore generale consulenza statistico attuariale Inpdap).
All’incontro è stata presentata la nostra proposta normativa sulla reversibilità e si è discusso delle proposta bipartisan di Treu e Cazzola per riformare il sistema pensionistico.
Nicola Quirino, ha presentato la ricerca “I numeri dei Manager” in cui, analizzando i dati dell’Inps, dell’Inpdap e dell’Agenzia delle entrate, si sfatano i più diffusi stereotipi sul retribuzioni, welfare, e previdenza dei manager.
Tra gli interventi:
Claudio Pasini, presidente di Manageritalia e segretario generale Servizi e Imprese di Confedir_Mit: “Le pensioni hanno oggi in Italia un grave problema di iniquità: penalizzano eccessivamente con la parziale perequazione ecc le rendite medie e medio alte e, in ottica futura, i giovani e tutti quelli che avranno percorsi professionali discontinui. Per questo i dirigenti pubblici e privati chiedono: il riconoscimento totale della perequazione per le prestazioni medio-alte e il recupero dell’iniquo azzeramento del 2008; un intervento sulla normativa dei trattamenti pensionistici ai superstiti migliorando le pensioni di reversibilità; l’ammissione della prosecuzione volontaria dei versamenti contributivi ai fini del raggiungimento del diritto alla pensione per coloro i quali contestualmente contribuiscono ad altra gestione Inps, come per le ipotesi della Gestione separata”;
Tiziano Treu, Vicepresidente Commissione lavoro e previdenza Senato: “Guardando ai dati presentati oggi emerge che il nostro Paese è al terzultimo posto per numero di dirigenti rispetto ai lavoratori dipendenti oltre che quello con meno donne manager. Se non agiamo con un cospicuo rafforzamento della presenza di manager e di alte professionalità rischiamo di non crescere adeguatamente con un grave danno per il futuro del Paese e anche del nostro welfare;
Giuliano Cazzola, Vicepresidente Commissione Lavoro pubblico e privato Camera. “Penso che il sistema pensionistico italiano abbia una malattia cronica, che gli consente comunque ancora di tirare avanti nonostante l’elevato numero di pensionati e gli alti costi. Di certo stiamo sottovalutando l’impatto che la crisi, con il calo del Pil e delle entrate avrà sulla spesa pensionistica. In più c’è un problema di equità generazionale e di forti cambiamenti nei percorsi professionali che io e Treu abbiamo affrontato con la nostra proposta di riforma del sistema pensionistico”;
Alberto Brambilla, Presidente del Nucleo di valutazione spesa previdenziale del Ministero del Lavoro: “Dal punto di vista strutturale il nostro sistema pensionistico è in equilibrio. Questo grazie a quanto introdotto negli ultimi anni con l’adeguamento dei coefficienti di trasformazione e il meccanismo che collega l’età pensionabile al crescere della speranza di vita. Sono però preoccupato, anche alla luce dei dati usciti dalle recenti dichiarazioni dei rediti, per coloro che hanno redditi molto bassi”;
Alessia Mosca, Segretario Commissione Lavoro pubblico e privato alla Camera: “Il sistema economico che uscirà da questa crisi sarà molto diverso da quello di ieri e oggi. Abbiamo bisogno per guardare con ottimismo al futuro di più produttività e merito, formazione continua e responsabilità fiscale. Sono d’accordo e condivido le linee guida della riforma pensionistica di Treu e Cazzola”.











Ero presente ieri mattina al Convegno Manageritalia sulle pensioni e debbo dire che mentre ho trovato incisivo il discorso del Presidente Pasini sulle diverse iniquità che sussistono nel nostro (mal)trattamento pensionistico, sono rimasto fortemente deluso dagli interventi dei
politici i quali si sono trincerati dietro il facile schermo delle compatibilità di bilancio:
ma perchè. a tal fine, i signori parlamentari non riducono il loro numero dimezzando il
loro ( costosissimo ) esercito ? Perchè , a tal fine, non eliminiamo le Provincie ?
etc:, etc.
Cari colleghi i (cosiddetti) rappresentanti del popolo stanno facendo un grossissimo errore nel prendere sottogamba i problemi dei pensionati che con il crescere della vita media nel nostro Paese debbono assumere sempre più forza rappresentativa dei problemi della categoria : PERCHE’ NON ANDIAMO TUTTI IN MASSA IN PIAZZA MONTECITORIO E DAVANTI AL SENATO RIEMPIENDO LE PIAZZE ED IMPEDENDO AI PARLAMENTARI DI USCIRE DAI
PALAZZI DOVE SONO IMPEGNATI A CAZZEGGIARE A NOSTRE SPESE, SINO A QUANDO NON AVREMO ASSICURAZIONI SULLA DOVUTA ED ORMAI NON RINVIABILE ATTENZIONE ALLE NOSTRE PROBLEMATICHE ??????????
Alberto Minervini ( 45 anni di lavoro, circa 42 di contribuzione e pensione pari al 58% dell’ultima R.A.L: percepita ).
24 febbraio 2010 alle 18:04