[Parleremo dell'argomento in maniera approfondita a Roma, il 22 Febbraio 2011. Partecipate numerosi!]

Torniamo sull’argomento perequazione in quanto l’INPS, con circolare 132/09, e l’INPDAP, con nota n. 67, hanno fornito alle proprie sedi locali le indicazioni necessarie per l’applicazione dell’adeguamento dei trattamenti pensionistici sulla base dell’aumento del costo della vita fissato, in via provvisoria, per il 2010 allo 0,7%.

Come già anticipato, gli enti previdenziali dovranno inoltre recuperare una differenza dello 0,1% relativa alla perequazione del 2009, inizialmente fissata in via provvisoria al 3,3% e quindi stabilita in via definitiva al 3,2%…

Le somme percepite in più nel 2009 saranno recuperate dall’INPS sulle prime due rate di pensione erogate nel 2010, a meno che non si tratti di importi entro i sei euro, perché in tal caso la trattenuta sarà effettuata integralmente sulla rata di gennaio. L’INPDAP, invece, recupererà la differenza in un’unica soluzione a gennaio.

Tutte le aliquote sopra indicate si applicano integralmente sulle pensioni mensili lorde che non superano di cinque volte il trattamento minimo (e cioè, 2.217,80 euro mensili nel 2009 e 2.288,80 euro mensili nel 2010) e vengono ridotte al 75% per le quote di pensioni superiori a tali importi.

Per i molti lettori che ci hanno segnalato di aver subito incrementi minimi o anche decrementi sulla pensione netta del mese di gennaio, è importante precisare che tali differenze possono derivare non solo dall’applicazione della perequazione automatica ma anche da conguagli, generalmente di natura fiscale, che gli istituti previdenziali effettuano a fine anno.

Per rendere meglio comprensibile il procedimento relativo al calcolo della perequazione che verrà attribuita in via provvisoria per il 2010 allo 0,70% ed il conguaglio relativo al 2009, facciamo un esempio di calcolo, ipotizzando un pensionato INPS che al mese di dicembre 2008 percepiva un importo mensile LORDO pari a 3.000,00 euro.

Questo pensionato tipo ha avuto dal mese di gennaio del 2009 un aumento mensile lordo di euro 92,55 che moltiplicato per 13 mensilità corrisponde ad un incremento annuo di 1.203,15 euro lordi. Ciò in quanto gli è stato applicato l’incremento del 3,3% fino all’importo di 2.217,80 euro ed un incremento del 2,475% sulla restante parte di pensione pari a 782,20 euro (3.000,00-2.217,80).

La perequazione relativa al 2009 sulla base del valore definitivo del 3,2% è invece pari a euro 89,74 mensili lordi che moltiplicati per 13 mensilità danno luogo ad un incremento annuo di 1.166,62 euro lordi. Come per il caso precedente tale incremento è stato determinato applicando l’aliquota del 3,2% sui primi 2.217,80 euro e l’aliquota del 2,40% sui restanti 782,20 euro.

Quindi il nostro pensionato nel 2009 ha percepito in più rispetto al dovuto ben 36,53 euro annui che divisi in due rate daranno luogo ad una trattenuta di 18,26 euro sulla pensione di gennaio e febbraio 2010.

Contestualmente, però, la pensione del 2008 perequata in via definitiva nel 2009 e corrispondente, nell’esempio, a 3.089,74 euro mensili lordi deve essere incrementata da gennaio 2010, applicando l’aliquota provvisoria dello 0,7%.

L’aumento mensile lordo che ne deriva è pari a 20,22 euro (anche in questo caso lo 0,7% si applica sull’importo di pensione corrispondente a cinque volte il trattamento minimo e cioè su 2.288,80 euro, mentre sul restante importo verrà applicato un aumento dello 0,525%).

In conclusione, nel caso ipotizzato, l’aumento relativo al 2010 di 20,22 euro mensili viene quasi totalmente assorbito – nei primi due mesi dell’anno – dal conguaglio (18,26 euro) mentre verrà erogato integralmente dal mese di marzo 2010 in avanti.

Nello schema che segue, riepiloghiamo gli aumenti su altri esempi di pensione lorda mensile:

Esempi_pensione