Come vi avevo anticipato nei giorni scorsi, invitandovi all’evento, si è svolto oggi a Roma, nella piacevole cornice dell’Empire Palace Hotel, l’incontro annuale con gli associati di Manageritalia Roma in pensione.
Quest’anno abbiamo cercato di organizzare l’incontro in maniera del tutto innovativa: con il titolo “Che bella età è la terza età” si è voluto porre in risalto le opportunità che la terza età offre, come il maggiore tempo libero, la possibilità di recuperare tempi e modi di vivere, il piacere di mettere a disposizione della collettività il proprio sapere e la propria esperienza.
In una sala attigua a quella dove si è svolto un convegno, alcune collaboratrici della redazione di questo blog hanno mostrato ad alcuni nostri colleghi meno esperti di internet, il funzionamento del blog, mentre il Dott. Enzo Stazi forniva agli associati consulenze previdenziali personalizzate.
La Presidente di Manageritalia Roma, Marcella Mallen, ha introdotto il tema dell’incontro, soffermandosi sull’importanza di vivere questa fase della vita con positività e con energia.
A me, Segretario generale della Federazione, nonché responsabile di questo blog, è spettato il compito di illustrarne il funzionamento, invitando inoltre gli associati presenti ad usufruire delle opportunità di informazione in materia previdenziale offerte dal blog.
Ha preso poi la parola il professor Nicola Quirino, nostro blogger, docente presso la Scuola di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza e presso la Luiss Guido Carli di Roma ed autore di numerosi studi e pubblicazioni nel campo dell’economia e della finanza pubblica. Nicola Quirino, partendo da una ricerca dell’Istat sulla soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita, ha estrapolato alcuni dati per vedere come vivono gli anziani (indicati dall’Istat come negli ultrasessantacinquenni), laureati e con una pensione intorno ai 3.000 euro lordi mensili e che quindi possiamo per lo più identificare in ex dirigenti. Sono stati messi in luce alcuni comportamenti e aspetti della vita di questi individui quali la soddisfazione per le relazioni familiari, amicali e lavorative, la situazione economica, il tempo libero e la condizione di salute. Per fortuna la soddisfazione per le proprie relazioni familiari è risultata molto elevata, com’è tradizione nel nostro Paese. Dopo i 65 anni diminuiscono le soddisfazioni legate al mondo del lavoro ma è dovuto principalmente al fatto di essere in pensione e, se si fanno alcune consulenze, si è costretti a contribuire ancora troppo alla fiscalità ed alla previdenza. La soddisfazione per il proprio stato di salute diminuisce al crescere dell’età per gli uomini mentre le donne dichiarano una soddisfazione maggiore, dovuta sicuramente alla più alta aspettativa di vita. Per quanto riguarda il tempo libero, a dichiararsi soddisfatto è il 77% degli uomini ed il 66% delle donne, meno soddisfatte degli uomini in quanto, com’è noto, il carico di lavoro familiare per le donne è più gravoso e tale da comprimere la quantità di tempo libero a disposizione.
Altri dati da segnalare su questi anziani è che, dopo aver tanto lavorato, amano leggere ma soprattutto, viaggiare.
E’ intervenuto poi un coinvolgente professor Alfio Cascioli, psicologo del lavoro e dell’organizzazione, Coordinatore del Corso di Specializzazione in Esperto Sviluppo Risorse Umane della Scuola Romana di Psicologia del lavoro, autore di lavori di spiccato rilievo nel campo della consulenza aziendale, che si è soffermato sulla condizione psicologica di un dirigente nella terza età.
Alfio Cascioli si è anche occupato di un’approfondita ricerca nel campo della motivazione personale, arrivando alla formulazione di una vera e propria Teoria delle strategie Motivazionali Soggettive, il cui studio e la cui applicazione potrebbero condurre l’uomo verso sentieri di maggiore benessere e di migliore qualità della vita.
Cascioli ha sottolineato come, tra i cambiamenti che avvengono nell’arco di una vita, quello del pensionamento sia tra i più traumatici.
In particolare chi ha investito molto sulla carriera gerarchica si trova più sguarnito ed esposto di chi invece ha investito di più sull’assunzione di responsabilità.
Questo vale ancor più per i dirigenti che da una posizione di potere di ruolo ben definito si trovano improvvisamente in una condizione che può portare ad insicurezza e a crisi di identità. Come uscirne?
Cascioli ha sottolineato l’importanza di imparare a calibrare le proprie energie sul piano relazionale e affettivo e, per chi lavora ancora, sul lavoro. Se si riesce a canalizzare bene le proprie energie si avrà un maggiore appagamento e una minore frustrazione. L’importante è riscoprire le opportunità insite in questa nuova fase della vita per migliorarne la qualità e renderla più soddisfacente.
Al termine dell’incontro ci ha fatto molto piacere sentire i commenti entusiasti dei nostri pensionati!













