Un tempo i pensionati italiani andavano a cercare casa sulla riviera ligure. I tedeschi e gli inglesi sulle coste dell’Andalusia. I francesi sulle coste del Costa Azzurra. E via dicendo…

Oggi, un’altra destinazione dal clima favorevole si aggiunge alla lista delle mete paradisiache dove stabilirsi per godersi la pensione: Mauritius.

mauritiusweb Il piccolo stato insulare dell’Oceano Indiano, infatti, nell’ambito di un programma per incentivare gli investimenti immobiliari provenienti dall’estero, offre condizioni particolarmente vantaggiose a chi si trasferisce nei suoi confini senza svolgere attività lavorative.

Lo rivela un articolo pubblicato dal Sole 24 sabato scorso in cui si illustrano le speciali norme fiscali che accompagnano l’Integrated resort schemes, il piano di sviluppo immobiliare promosso dal governo nel 2002.

Gli stranieri che stabiliscono la propria residenza a Mauritius, non svolgono attività lavorative e versano in una banca locale almeno 40mila dollari l’anno (27mila euro) per tre anni, possono chiedere la residenza permanente nell’isola.

A questo punto godranno di un regime fiscale speciale: esentati dalle tasse di successione e di patrimonio, pagheranno un’imposta sui redditi dall’aliquota fissa del 15%. Per comprare casa dovranno versare un aliquota del 5% sul valore dell’immobile. Per venderla verseranno al fisco il 5% se il possesso è stato superiore a 5 anni; il 10% per periodi inferiori.

Un sistema davvero conveniente che potrebbe attirare molti pensionati in cerca di un buen retiro esotico e fiscalmente amichevole. Speriamo, comunque, che lo sviluppo edilizio di Mauritius sia equilibrato: i paradisi di cemento potrebbero non piacere ai pensionati di domani.

Foto di timparkinson