Abbiamo ricevuto da un nostro associato questo quesito sul cumulo della pensione con i redditi da lavoro. Lo pubblichiamo pensando che l’argomento possa essere di interesse per i lettori del nostro blog.

“Sono un vostro associato e opero come professional, ho 61 anni e dall’anno scorso ho contattato parecchie volte sia l’Inps che diversi patronati poiché data la mia situazione (avevo maturato i minimi requisiti pensionistici prima del 2007 – situazione mista lavoro dipendente + versamenti da lavoro autonomo), mi avevano anticipato che sarei potuto andare in pensione con il contributivo (rimettendoci qualcosa, ma dati i tempi di poco lavoro diventava un importante salvagente) non appena si fosse sbloccata a livello ministeriale la situazione cumulabilità.

Bene, dopo mesi di attesa (era ancora vigente il blocco della pensione con la libera professione: detrazione del minimo pensionistico e pensione ridotta del 50%) arriviamo a maggio di quest’anno dove il patronato Inas Cisl e congiuntamente l’Inps di Bologna mi confermano che nella mia (intricata situazione) posso fare l’opzione contributiva alla luce di una circolare chiarificatrice di quel periodo.

Faccio l’opzione….  Dopo circa 15 giorni mi arriva un modulo da compilare dove mi si chiede il Reddito presunto 2009 per l’incumulabilità. Telefono più volte all’Inps e le risposte sono aleatorie fino ad arrivare ad oggi dove le carte sono tornate al punto di partenza: in conclusione sono becco e bastonato!

Potevo aspettare ma mi hanno convinto ad optare per l’opzione ed ora (ritornati tutti sui precedenti passi – inspiegabilmente…) mi ritroverò con una pensione da fame! Scusate lo sfogo ma se non mi avessero detto che era subito da fare l’opzione non l’avrei certo fatta e avrei atteso il 65° anno di età. Mi sembra di sognare. Grazie per l’attenzione e speriamo che questa assurda condizione si sblocchi”. Cordiali saluti 
Roberto Bertacchini

Risposta Manageritalia

Gentile Sig. Bertacchini,
a nostro parere, chi le ha consigliato di chiedere il pensionamento, assicurandole che avrebbe potuto cumulare la rendita pensionistica con eventuali altri redditi da lavoro, ha peccato di imprecisione perché non ci risulta che l’INPS abbia ancora sciolto le proprie riserve sulla normativa  da applicare – in tema di cumulo trattamento pensionistico/redditi da lavoro – a chi ha esercitato l’opzione per il calcolo della pensione con il sistema contributivo.

Possiamo, inoltre, ipotizzare che quando verranno emanate le necessarie le istruzioni sull’argomento le stesse potrebbero sancire la non cumulabilità (il dubbio da sciogliere è se si tratterà di incumulabilità totale o parziale). 
Tale ritardo da parte delle autorità preposte (INPS e Ministero del Lavoro) crediamo derivi dall’imbarazzo che si è venuto a creare per il fatto che la legge che ha abolito il divieto di cumulo - a decorrere dal 1° gennaio 2009 – a favore delle pensioni liquidate con il sistema retributivo, ha contestualmente abrogato la normativa che regolamentava fino al 31.12.2008 il cumulo per le pensioni liquidate con il sistema contributivo, senza stabilire nuove disposizioni.
Pertanto, allo stato attuale, l’unico dato certo è che possono cumulare totalmente il trattamento pensionistico liquidato con il sistema contributivo coloro che sono andati in pensione con 65 anni di età, se uomo, e con 60 anni di età, se donna, o con almeno 40 anni di anzianità contributiva, a prescindere dall’età.