Partiamo da una premessa: i pensionati sono, al pari di tutti i dirigenti, in qualità di lavoratori subordinati, contribuenti certi per il fisco.
L’impegno di Manageritalia verso il legislatore non è solo per cercare di mantenere il potere d’acquisto dei pensionati, ma anche abbassare il loro carico fiscale.
Non è una novità infatti l’aumento della pressione fiscale complessiva nonostante la congiuntura economica sfavorevole.

Siamo consapevoli che contribuiamo molto al benessere collettivo, sia con l’intelligenza e l’impegno che abbiamo messo e che mettiamo quotidianamente nelle aziende e nelle organizzazioni nelle quali abbiamo operato e operiamo, sia con la contribuzione che abbiamo garantito e garantiamo alle casse dello Stato.

Chiediamo però equità di trattamento, tra quanto diamo e quanto riceviamo da questo Stato. Senza mettere certo in discussione un dovere di solidarietà che sentiamo e che dobbiamo avere nei confronti della collettività. Ma questi devono essere principi generali in una nazione, non certo applicabili solo ai “soliti noti”.

Certo non è nuovo per noi il gioco di parole “pagare tutti per pagare meno, ma anche pagare meno per pagare tutti” che sentiamo dire da più parti per illustrare il principio dal quale si deve partire per porre freno alla pressione fiscale giudicata ormai “non sostenibile”. E noi come la giudichiamo?
L’Italia ha bisogno di una fiscalità più equa e razionale, che sappia coniugare certezza delle regole, fermezza nella lotta all’evasione. Noi sono anni che lo diciamo.