Tra le diverse proposte in tema di WELFARE formulate da Manageritalia in occasione della recente manifestazione in difesa del potere di acquisto delle pensioni, organizzata a Milano il 20 Aprile 2009, vi è anche quella intesa ad eliminare, o quantomeno a ridurre i numerosi privilegi, quasi sempre del tutto ingiustificati, elargiti nel tempo ad una serie di categorie.

Tale proposta, apprezzata e condivisa anche dal Presidente del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale On. Brambilla, presente alla manifestazione, rappresenta invero tutt’altro che una novità nell’azione di Manageritalia, che ha da tempo approfondito il problema in uno studio redatto nel marzo 2007 sollecitandone la soluzione nel corso degli incontri avuti con i rappresentanti delle diverse forze politiche.

Sostanzialmente invariati sono rimasti i privilegi attribuiti ai parlamentari nazionali rispetto a quelli rilevati nello studio sopra citato: minima anzianità contributiva (5 anni) per il diritto al vitalizio; “clausola oro” per la sua perequazione automatica, età pensionabile solo recentemente elevata a 65 anni, ma con ampie possibilità di anticiparla fino a 60 o addirittura a 50 anni.

Né lascia ben sperare l’attuale dibattito sulla proposta di riduzione del numero di parlamentari formulata dal Presidente del Consiglio, proposta che ove approvata, potrebbe anzi finire con il costituire un  alibi per la conservazione dei privilegi.

Al riguardo vanno anche ricordati i privilegi, ancor meno giustificati, previsti in favore degli ex parlamentari (tessera autostradale, rimborso di biglietti ferroviari, aerei e marittimi, nonché assistenza sanitaria) e la coriacea resistenza opposta dagli stessi a qualche primo tentativo di un loro ridimensionamento.

Con riferimento ai consiglieri regionali, la cui indennità, come è noto, è collegata a quella dei parlamentari, è da rilevare che un primo tentativo di ridurla del 10% previsto dalla legge finanziaria per il 2006 è fallito, in quanto la Corte Costituzionale, con sentenza n. 157, depositata l’8 maggio 2007, lo ha dichiarato illegittimo (accogliendo un ricorso  della Regione Campania) per violazione dell’autonomia finanziaria dalla Regione.

Il taglio è stato riproposto, con riferimento anche ad altri sprechi, con la legge finanziaria per il 2007 (L. 296/06, art.  1 c. 721/723) adottando previsioni normative che dovrebbero poter resistere anche ad eventuali impugnative alla Corte Costituzionale.

Del tutto immodificate e, incredibilmente, pressochè del tutto trascurate e quasi dimenticate, sono rimaste le posizioni di privilegio relative ad alcune altre categorie, posizioni evidenziate nel citato studio di Manageritalia e ciò nonostante che in taluni casi si tratti di privilegi addirittura più esagerati rispetto a quelli riconosciuti agli stessi parlamentari (commissari europei, membri delle Authority).

E’ da ritenere, quindi, che per l’attuazione della proposta in esame l’impegno di Manageritalia non potrà che continuare con forte determinazione.