Il ministro Sacconi, nel corso di un’interrogazione a risposta immediata alla Camera, lo scorso 22 aprile, ha dichiarato, tra l’altro, che entro il prossimo anno ogni cittadino riceverà una certificazione annuale sullo stato del proprio accantonamento previdenziale e sulle potenziali prestazioni pensionistiche maturate.

Arriverebbe, quindi, anche ai lavoratori italiani la famosa busta arancione che, come già accade in molti Paesi, soprattutto del Nord Europa, tiene informati sull’andamento della loro posizione previdenziale tutti i contribuenti, sia chi ancora lavora sia chi è già in pensione.

Sulle pensioni occorre una grande informazione, che in Italia oggi invece è scarsissima. I lavoratori in Svezia ricevono ogni anno una busta arancione con la quale vengono informati, secondo le stime più aggiornate, su quanto prenderanno di pensione di base e di previdenza integrativa.
Ad oggi, in Italia, è solo possibile avere informazioni sulla propria situazione contributiva, sia on line che contattando il call center dell’Inps al numero 803.164, richiedendo l’Estratto Contributivo, un certificato che riporta, suddivisi per anno, i dati contributivi registrati negli archivi Inps. L’estratto comprende i contributi da lavoro, figurativi e da riscatto. Questo Estratto serve a tutti gli assicurati Inps per avere il quadro della situazione contributiva suddivisa per anno, tuttavia ha valore puramente informativo e non certificativo.

Auspichiamo invece che tale informazione periodica a lavoratori e pensionati diventi una vera e propria certificazione dei versamenti contributivi effettuati e che aiuti a far acquisire ai lavoratori una maggior consapevolezza della propria situazione pensionistica diventando anche, riteniamo, uno stimolo alla diffusione della previdenza complementare.
Non possiamo che approvare questo doveroso passo avanti verso un sistema di welfare attento alle esigenze dei cittadini.