Il tema delle pensioni è sempre stato all’attenzione di Manageritalia e numerose sono le azioni svolte dalla Federazione a tutela degli iscritti pensionati.
Ma, adesso più che mai, l’argomento non interessa solo loro.
La categoria dei dirigenti del terziario, a differenza di altre categorie di lavoratori è molto “giovane”, presentando il rapporto di un pensionato ogni 2,6 attivi e un’età media di 46 anni per gli attivi e 63 per i pensionati.
Chiediamo ai nostri 9.500 pensionati, di essere attivi nel formulare idee e proposte in questo spazio virtuale per confrontarsi con gli attivi di oggi, futuri pensionati di domani.
Non dobbiamo dimenticare che l’attuale recessione avrà conseguenze anche sulle future pensioni degli italiani e sugli equilibri finanziari del sistema pensionistico.
Gli effetti saranno tanto più pesanti quanto più durerà questa fase.
Il discorso si aggrava per le giovani generazioni, per le quali la pensione dipenderà strettamente dai contributi versati e dal rendimento che la formula contributiva assegna loro, che, per l’appunto, dipende dalla crescita del Pil. Purtroppo la crisi che stiamo attraversando tocca tutte le dimensioni dell’economia, da quella finanziaria a quella demografica a quella economica.
Con questo blog è proprio nostra intenzione rivolgerci a tutti i manager che sono protagonisti del mondo del lavoro di ieri e di oggi, che sono già in pensione o che ci andranno in un futuro più o meno prossimo.
Mentre Brunetta vuole portare a 65 anni l’età di pensionamento delle donne nel pubblico impiego, Tremonti dichiara che il welfare e le pensioni sono da riformare.
Sacconi lo smentisce sostenendo che il problema non è all’ordine del giorno del Governo. Non è stato così con il Governo Prodi che invece ha ritoccato la precedente riforma Maroni, eliminando lo scalone e prevedendo per un anno il blocco totale della perequazione delle pensioni che risultavano superare i 3.539,72 euro lordi mensili, pari a circa 2.200 euro netti.
Che farà il legislatore? Una revisione degli assetti normativi ogni poco tempo comporta disorientamento, costi, anche dovuti all’effetto annuncio, e nuove aspettative.
Noi vogliamo partecipare al dibattito, vogliamo contribuire anche con le idee alle nostre pensioni, per un sistema adeguato e sostenibile come ha affermato anche la Commissione Europea.
Siamo certi che apprezzerete questo strumento innovativo di comunicazione e partecipiate numerosi al dibattito con informazioni, esperienze e opinioni.
Claudio Pasini (Presidente Manageritalia)








35 ANNI DI CONTRIBUTI 55 ANNI DI ETA’: la mia azienda è in crisi, alla scadenza del contratto a termine, mi ha proposto, da oggi, un rinnovo con il 50% dello stipendio, e di fatti in tal modo diminuirò fortemente l’importo della mia pensione.
15 aprile 2009 alle 3:49 pmMagari!!…non ricevo lo stipendio da diversi mesi e l’azienda probabilmente chiuderà e non avrò, a questa età, la possibilità di un altro incarico. tra l’altro ho investito male i miei risparmi e sono con il conto corrente a zero, dopo decenni di contributi versati allo stato, come vivrò da domani in poi?…si è messa poi anche la salute, parzialmente inefficiente ma non tanto fino al punto di poter essere “invalido”…questa è la mia reatà, che fare? Io le ho tutte le negatività, credo comunque di non essere una rarità in Italia.
Ho solo due soluzioni: A: pistola alla tempia B: vendere la casa e sopravvivere.
Fra poco sarò pensionato ed avrò modo di apprezzare ancora di più il lavoro svolto da Manageritalia sulle tutele ottenute per i suoi associati.Personalemente penso che se fossi un giovane dirigente di prima nomina (nonostante ci dicano che adesso i conti INPS sono in ordine) punterei a sviluppare sempre di più i nostri fondi integrativi piuttosto che i contributi INPS. Hanno il vantaggio che sono nostri ,gestiti direttamente da noi e in qualche modo più difendibili dai voraci e volubili appetiti politici. Quindi incito la nostra rappresentanza sindacale a cercar d’ottenere un incremento dei contributi ai nostri fondi da parte delle aziende.
15 aprile 2009 alle 4:22 pmFausto Nazari
ottima iniziativa.
15 aprile 2009 alle 4:39 pmper ora mi limito a questo apprezzamento
La qualifica di “pensionato” identifica solamente uno degli aspetti sociali.
15 aprile 2009 alle 4:39 pmDopo una traumatica esperienza di bossing, a 59 anni, ma con oltre 42 anni di contribuzione sociale, mi sono trovato ad essere “pensionato” ma, immediatamente dopo, imprenditore o meglio libero professionista.
Cinque anni di esperimenti mi hanno consentito di ritagliarmi una attività di nicchia dove, fra le consulenze industriali e la rappresentanza di più società estere, ho potuto non solo riprendere contatto con i miei clienti storici ma anche incrementarne il numero.
Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire ad ingrandire l’attività per consentirmi, quando mi renderò conto di essere “vecchio” di testa, di regalare il tutto a qualche giovane intraprendente e meritorio di un aiuto.
Felice giornata a tutti.
Giorgio
complimenti per l’iniziativa e grazie per l’opportunità di confrontarci su un tema così importante e delicato.
15 aprile 2009 alle 4:43 pmIn seno al gruppo Donne Manager di Manageritalia Milano abbiamo creato una commissione che studi ed approfondisca in particolare l’eventuale innalzamento dell’età pensionabile delle donne, di cui si è parlato di recente con una richiesta da parte del Ministro Brunetta riguardante le dipendenti della Pubblica Amministrazione ma che riteniamo andrà ad interessare anche le dipendenti del Privato se pur in un momento successivo.
Se gradito quindi, cercheremo anche noi di dare il nostro piccolo contributo al dibattito che siamo certi andrà a svilupparsi su questo nuovo blog.
buon lavoro
Plaudo senza alcuna riserva alle iniziative di Manageritalia, spiacente di non poter essere presente il 20 p.v. a Milano: non vi è alcun dubbio che le pensioni debbano essere aggiornate
15 aprile 2009 alle 5:12 pmin linea con il variare del costo della vita! E’ sicuramente anticostituzionale ed iniquo che i pensionati debbano essere trattati come se non possano e debbano avere alcuna voce in capitolo su quello che accade attorno a noi: qualcuno forse commette il grave errore di non considerare che il graduale “invecchiamento” del Paese potrà costituirne a breve una consistenza che dovrà avere il suo peso nelle decisioni che ci riguardano e non solo.
Ho circa 67 anni, sono andato in pensione nel novembre 2007 a 65 anni (non per mia scelta ma per volontà dell’azienda per la quale lavoravo) dopo 45 anni di lavoro e 41 anni di
contribuzione.
La mia pensione annua netta non raggiunge neppure il 60% della retribuzione annua netta
percepita ; pertanto dopo tanti anni di lavoro debbo comprimere il soddisfacimento dei miei
bisogni anche perchè per la nota burocrazia dell’Inps non ricevo , dopo due anni, quanto mi è
dovuto; sicuramente per errate calcolazioni da parte dell’Istituto.
Saluti.
Alberto Minervini
Pensionato 68ttenne; il mio futuro è legato a come la politica intenderà muoversi nei confronti dei miei colleghi contemporanei relativamente alla perequazione delle pensioni.
15 aprile 2009 alle 5:20 pmIl timore che la decisione presa dal precedente Governo Prodi, con il blocco totale delle pensioni superiori a 3.539 euro lorde mensili, faccia scuola deve metterci tutti in allarme.
Occorre esercitare tutte le azioni possibili per evitare il ripetersi di tali insopportabili atti legislativi ed, anzi, chiedere con forza l’annullamento di quella legge che ci penalizza non solo per un anno ma “vita natural durante”.
Non siamo ricchi e non dobbiamo sempre piangere!
Sono già pensionato. Ho versato contributi per 37 anni, idem le aziende dove ho lavorato.
I versamenti sono stati effettuati, per la maggior parte in lire, con la pensione in euro il potere di acquisto si è quasi dimezzato.Bisognerebbe tentare di ottenere almeno una indicizzazione al 100%, pari all’aumento del costo della vita. Grazie all’equipe di Manageritalia per l’impegno e per le azioni intraprese.
Giovanni Lisi
15 aprile 2009 alle 6:00 pmApprezzando questa nuova iniziativa, in qualità di pensionato, ringrazio per quanto finora da voi svolto a nostro favore.
Cordiali saluti.
Giacomo
15 aprile 2009 alle 6:35 pmCome il collega A. Minervini sono in pensione – a quasi 67 anni – dal novembre 2007. Avendo versato anche i contributi ENASARCO (per anni con versamenti volontari) mi ritrovo a percepire, da INPS + ENASARCO, un totale di rendita pensionistica che nella sostanza annulla l’importo dovutomi per i contributi versati per anni. Già la poca chiarezza nella liquidazione della redditualità: a suo tempo mi fu detto all’INPS che avendo svolto l’attività di Agente di Commercio – ANCHE SOLO PER UNA SETTIMANA – la formula di calcolo sarebbe stata quella previsyta per tale categoria (quindi penalizzante). Su 43 anni di lavoro, sono stato agente meno di 15 anni. Mi chiedo, vi chiedo, ma in realtà chiedo all’INPS ed ai nostri esimi rappresentanti in Parlamento: ma la pensione non dovrebbe essere la corresponsione, del rendimento dei versamenti effettuati negli anni dal lavoratore? Che senso ha che se io ho versato a un determinato numero di “assicurazioni” dei contributi per anni, adesso, all’atto della liquidazione del rendimento, gli enti erogatori, nella fattispecie INPS ed ENASARCO possano ridurre la rendita perchè la somma degli importi supera un certo non so che?
15 aprile 2009 alle 6:42 pmOttima idea! Auguro a tutti buon Blog e proposte adeguate.
15 aprile 2009 alle 7:05 pmOttima iniziativa!!
15 aprile 2009 alle 7:14 pmHo 57 anni con 36 anni di contribuzione di cui 16 da dirigente e dopo essermi dovuto dimettere (per giusta causa) dalla mia azienda ho iniziato, gioco forza, un percorso da libero professionista in attesa dei 40 anni di contribuzione…
A tal proposito vi chiedo la possibilità di portare avanti la “parità”(età, finestre utili…) tra un contribuente che è sempre stato dipendente da quello che anche per un solo giorno è stato un contribuente autonomo.
Un pò triste la cosa, ma può essere utile se interagiscee non si chiude in una categoria che non ti fa sentire brillante!
15 aprile 2009 alle 7:46 pmComplimenti. Tanti complimenti, questa iniziativa è davvero apprezzabile. Mi fa molto piacere che avete promosso questo blog ed altrettanto piacere sapere di avere una “realtà” dove confrontarsi e dire la propria opinione. Per ora pongo un quesito: perchè per beneficiare della sentenza 264/94 (relativa al calcolo della rata della pensione INPS che non tiene conto dei minor contributi versati negli ultimi anni) occorre aspettare l’età di 65 anni (pensione di vecchiaia) invece che da quando si è maturata la pensione (anzianità). Di casi in cui le aziende licenziano i dirigenti/lavoratori prima che questi abbiano raggiunto l’età pensionabile e che gli stessi lavoratori, al fine di raggiungere il diritto alla pensione, accettano lavori a paga (quindi contributi) inferiore non è una novità; quindi la discriminazione fra pensione di vecchiaia ed anzianità non mi sembra correttà e giusta.
15 aprile 2009 alle 9:06 pmSi potrebbe parlare anche del calcolo della pensione M. Negri ma lo farò la prossima volta.
Ancora complimenti e cordiali saluti a tutti i colleghi
Salve!
Ottima inziativa: importante è che ManagerItalia sia una sintesi qualificata dei pensieri dei pensionati ex dirigenti.
Io ho 58 anni e sono andato in pensione da oltre un anno, su mia iniziativa.
La azienda ha chiesto di continuare il rapporto per 3 progetti, ma ha preteso la apertura di partita IVA. I progetti ormai sono chiusi: il mio fatturato nel 2008 è andato bene (a parte un ben 60% di trattenute tra fiscali e contributive…).
Ora pero’ rimango scoperto.
Ho ripreso i contatti con una società di consulenza svedese utilizzata anni fa dalla mia azienda, ed ora sto cercado di introdurre…ma l’aria non è quella giusta!
Per il momento non riesco a valutare l’andamento del valore della pensione: sicuramente ho avuto un effetto positivo dalla eliminazione del cumulo tra pensione e reddito.
Giorgio
15 aprile 2009 alle 9:19 pmFrancesco, le due soluzioni da te proposte non mi piacciono proprio perchè NON SONO SOLUZIONI, specialmente la prima! Una terza c’è sicuramente, è da trovare insieme. Manageritalia non potrà trovarti un posto di lavoro, magari potesse farlo, ma in qualche modo sono certa che ti aiuteranno a trovare quella soluzione che ti manca. In bocca al lupo!
15 aprile 2009 alle 9:43 pmmarisa
Francesco
15 aprile 2009 alle 10:05 pmnon buttarti giù.
Io ho avuto una possibilità a 59 anni dove lavoro ancora oggi, che ho quasi 66 e pure sopravissuto settimana scorsa alla riduzione del personale del 30% per causa riduzione nostro mercato del 50%.
E ci sono ancora delle persone, che mi dicono, se vai in pensione vieni subito da me.
C’è grande bisogno di persone con tanta esperienza.
Sono pensionato da pochi mesi con 40 anni di contribuzione.
15 aprile 2009 alle 10:13 pmConcordo con quanto detto dal collega Marseglia e aggiungo che a mio parere il blocco delle pensioni superiori a 3.539€ è illegittimo se non addirittura incostituzionale!
Infatti se una pensione ha un valore elevato è evidente che il pensionato ha versato contributi elevati!
Inoltre gli scaglioni fiscali Italiani, (determinati quando 100.000.000 di Lire erano stipendi da pochi altissimi dirigenti, oggi tagliano pesantemente i redditi di oltre 50.000€ che oggi costituiscono un reddito assolutamente non paragonabile in termini di di potere di acquisto.
Credo anch’io che sia necessario fare tutto il possibile affinchè non si prosegua nel taglieggiare, (è proprio il caso di dire “proditoriamente”), redditi che oggi non sono assolutamente considerabli come privilegiatri ma che sono oltretutto assolutamente “meritati” in tanti anni di duro lavoro, senza badare ad orari e festività, anzi spesso sacrificando la famiglia e gli interessi personali, per soddisfare le necessità delle “aziende”.
Sono pensionato da 4 anni e durante questo periodo la mia pensione è diminuita per effetto della riforma delle aliquote del governo Prodi e soprattutto non ha avuto quell’adeguamento necessario per manterne quanto meno inalterato il potere d’acquisto. I contributi versati durante una vita di lavoro valgono forse meno di coloro che nel frattempo evadevano le regole, mettendosi in tasca somme non dovute? Andando avanti di questo passo, se non si riuscirà in qualche modo ad effettuare un riequilibrio dell’ammontare delle somme percepite,anche se l’inflazione non raggiunge le due cifre degli anni ‘80, nel giro di pochi anni le nostre pensioni risulteranno praticamente dimezzate.
16 aprile 2009 alle 9:38 amMi sono trovato in mobilità all’inizio del corrente anno. Ho usufruito dell’assistenza sindacale di Manageritalia per trovare un accordo d’uscita dal rapporto di lavoro con l’Azienda ed ho incontrato il Consulente sulle problematiche pensionistiche. Ho scoperto che la mia pensione netta per 13 mensilità tra 8 anni sarà il 50 % circa dell’ultima retribuzione ricevuta (che oltretutto era per 14 mensilità) !!! Capirete che il mio primo pensiero è stato rivolto a quale potrà essere il potere d’acquisto di circa 2700 Euro fra 8 anni.
16 aprile 2009 alle 10:14 amQuando si è fortemente impegnati sul quotidiano Aziendale nel rispetto del proprio ruolo di manager senza limiti d’orario e tesi nel raggiungimento degli obiettivi spesso si è i peggiori gestori di sè stessi e assolutamente lontani dal problema individuale del “dopo”.
Sto cercando, con tutte le difficoltà del momento storico attuale, di rimanere attivo e fare tesoro delle esperienze acquisite e spero che da questo ne consegua qualcosa che possa andare oltre la soglia dei 65 anni.
Plaudo ogni iniziativa verrà intrapresa per consentire ai pensionati una terza età che non venga svilita inesorabilmente dalle logiche inflazionistiche. Scuotiamo i nostri politici !
Se “scuotiamo” è troppo aggressivo va bene anche un più sereno “sensibilizziamo”.
16 aprile 2009 alle 10:26 amCondivido la valutazione del collega che ha evidenziato la consistenza numerica dei cittadini che sono e saranno “pensionati” a breve.
Certamente sono e saranno anche “elettori” per tutta la vita.
Buongiorno a tutti. Sono un classico pensionato di 65 anni, con 43 anni di contributi e una pensione inferiore al 40% dell’ultima retribuzione. Ovviamente il problema centrale sia per i già pensionati sia per quelli futuri è l’adeguamento della pensione all’aumento del costo della vita. Già la composizione del paniere non rispetta minimamente la nostra realtà, inoltre c’è sempre il rischio che qualche emergenza politica, sociale, ambientale rimetta in discussione l’adeguamento. Cosa fare? A mio avviso dobbiamo far sentire e farla sentire forte e chiara la nostra voce attraverso manifestazioni eclatanti che mettano in imbarazzo la classe politica. Siamo da sempre purtroppo definiti “filogovernativi” altrimenti che classe dirigente saremmo? Questo, se fosse vero, sarebbe errato. Noi dobbiamo essere solo “filonoi” può suonare egoistico ma non può essere che cosi. Se non ci tuteliamo da soli chi lo fa? e, visto il passato, non sembra che abbiamo molti Santi in Paradiso. Sapete perchè? perchè il nostro voto è considerato sicuro. Ma se attraverso qualche azione forte facciamo capire che non è cosi, sono certo che le cose cambierebbero. Siamo governati dai sondaggi e dai loro lettori. Bene teniamone conto e comportiamoci di conseguenza. Abbiamo fra di noi persone colleghi bravissimi nella “comunicazione” e nella pinificazione, basta organizzarsi e fare. I risultati arriveranno di certo.
16 aprile 2009 alle 12:18 pmOttima iniziativa , complimenti.
16 aprile 2009 alle 2:49 pmDi certo darò il mio contributo in idee.
Credo che il tema pensioni debba quanto prima essere affrontato in maniera più consona ai nuovi eventi riguardanti sia la crisi economica sia le nuove regole poste dalla aziende.
16 aprile 2009 alle 8:41 pmMentre i governi ci impongono l’aumento dell’età pensionistica, di fatto accade, che le aziende tendono a scrollarsi di dosso i collaboratori con età vicine ai 50 anni, quando và bene.
Questo fenomeno, inutile dirlo, mette in seria crisi esistenziale i malcapitati in quanto lavori alternativi a questa età non si trovano soprattutto in momenti come questi.
Il più delle volte queste povere vittime del sistema, oltre la beffa, si accollano pure il danno in quanto non hanno ancora maturato i 35 anni oppure, sono ancora lontani dall’età pensionistica e, si trovano a vivere attingendo dai risparmi se hanno operato nel corso della vita lavorativa da formichina.
Ciò che i sindacati, le istituzioni, le assicurazioni di categoria ecc. dovranno, a mio parere, valutare la possibilità di concedere, a coloro che anno compiuto i 35 anni di contibuti e magari una età regolamentata che non può essere di 62-65 anni (e che chiaramente ne fanno domanda), una simil-pensione minima anticipata.
Solo raggiunti i parametri di legge si potrà ottenere la pensione vera e propria, magari con la restituzione allo stato, della cifra ottenuta anticipatamente mensilizzata.
In tal modo non si creerebbero situazioni assai disagevoli ed inoltre probabilmente l’economia non collasserebbe con indici così disastrosi in quanto in queste situazioni l’imperativo è il risparmio assoluto.
Vorrei ringraziare tutti voi associati e non, per i numerosi commenti che avete lasciato su questo nostro blog sulle pensioni, a conferma dell’importanza che il tema riveste per l’intera categoria e non solo per i colleghi già in pensione.
In particolare, vorrei rispondere subito a Francesco, pregandolo di contattare al più presto la sua Associazione territoriale. Non abbiamo la bacchetta magica e Manageritalia non è un’agenzia di collocamento ma, come hanno detto Marisa e Volker, c’è sicuramente una terza soluzione da trovare insieme. Coraggio!
Ringrazio Giorgio e Marisa per aver socializzato con noi le loro attività ed il loro impegno.
Nel corso della Manifestazione del 20 aprile a Milano verranno affrontati molto degli aspetti che voi avete messo in evidenza nei vostri post. Vi invito a partecipare numerosi!
Ci avete fornito spunti per approfondire alcuni temi particolari che, come ad esempio nel caso di Costantino, Carmelo, Patrizio, Paolo e Francesco T. saranno oggetto di alcuni post nei prossimi giorni. Occhio al blog!
Siamo ben contenti di esaminare nel dettaglio alcune aspetti della vastissima normativa in tema di pensioni, tuttavia vi devo chiedere di non trattare argomenti troppo personali nel blog, ma in questi casi di rivolgervi invece alle vostre associazioni territoriali di appartenenza o utilizzare il Patronato con il quale Manageritalia ha da tempo fatto una convenzione, Caaf50&Più, rivolgendovi alla sede a voi più vicina.
Concludo, ricordando a Rinaldo che Manageritalia è un’organizzazione apolitica, che vuole valorizzare e promuovere la cultura ed il ruolo della figura manageriale, difendendo i diritti degli oltre 34.000 associati, agendo sempre nell’interesse della categoria.
17 aprile 2009 alle 11:01 amContinuate a leggerci e ad offrire le vostre opinioni!
Saluto tutti e leggendo i vari commenti, vorrei ricordare che a fronte di quanto versato il calcolo della pensione è ulteriormente penalizzato dal parametro percentuale di rendimento che decresce all’aumentare di stipendio annuo lordo. A questo aspetto si somma l’incremento dell’aliquota di tasse e contributi. Noi pensionati, siamo a fronte del blocco per pensioni superiori ad € 3.539,00 in condizione di vulnerabilità e di perdita continua del potere di acquisto sul reale costo della della vita che cresce, come ben sapete di più dei dati di inflazione annua o mensile che i media ci propinano. Manageritalia certamente lotterà per far capire, che certe cifre, che certamente venti anni fa erano di tutto rispetto, non lo sono più oggi; che le pensioni ogni anno hanno perso fette non trascurabili e che sarebbe opportuno dare anche a noi un po’ di ossigeno.
17 aprile 2009 alle 7:49 pmPenso comunque che il periodo piuttosto delicato rende difficile la vita anche ai giovani colleghi che si impegnano per il successo delle aziende per cui lavorano. A loro viene richiesta una politica di sacrifici sempre più spesso con riduzioni sostanziosi di stipendi o dei premi giustificati da stati di crisi più o meno veritieri. Cari amici penso che sarebbe opportuno riuscire a trattare nelle sedi idonee il giusto riconoscimento all’impegno del lavoro svolto dai colleghi dirigenti al lavoro che, sono certo, in questo periodo non si risparmiano per superare le difficoltà di questa crisi che investe tutte le nazioni.
A questa trattativa affiancare una richiesta di rivalutazione delle nostre pensioni nel pieno diritto che ci viene da quanto contribuito negli anni delle nostre attività.
Complimenti per l’avvio del blog!
21 aprile 2009 alle 6:36 pmHo partecipato all’Assemblea d’ieri 20 Aprile (che successo!!) e, pur apprezzando
tutti gli interventi e le “timide aperture” di Alberto Brambilla, son rimasto deluso dalla
completa assenza di politici veri (speravo nell”ospite a sorpresa”).
Crozza è stata comunque una piacevole novità ma col ” giramento di scatole ”
che c’è…
Ritengo sia importante seguire il consiglio di Brambilla e cercare di
unire le forze il più possibile per cercare di farci ascoltare. Ho piena fiducia nel
nostro Presidente. Spero quindi nel futuro e grazie a tutti per quello che fate.
Per il ns. sacrosanto diritto alla perequazione ed il relativo ricorso alla Corte Costituzionale, il
25 aprile 2009 alle 1:39 pmCorriere, nel dare la notizia, ha parlato di pensioni d’oro. Ho scritto una lettera di rettifica ma
è stata ignorata; sarebbe opportuno una precisazione, in tal senso, di Manageritalia.
Distinti saluti.
Annibale Antonelli
Per Annibale,
27 aprile 2009 alle 2:34 pmsiamo d’accordo che le nostre non possano essere chiamate “pensioni d’oro” sia per entità sia, soprattutto, per diritto. Le nostre sono frutto di contributi versati, copiosi, sicuri e veri. Siano cercate in altri posti le cd “pensioni d’oro”. Tra chi ha usato contributi figurativi o privilegi non sempre giustificabili.
Manageritalia ha più volte precisato questa differenza. Nei nostri discorsi e nelle nostre comunicazioni stiamo tentando di fare “cultura”. La strada è lunga ma non disperiamo di farlo comprendere…….almeno a chi vuole capire.
Complimenti per questa iniziativa che ancora una volta conferma l’attenzione che la nostra Federazione ha verso la categoria dei pensionati.
27 aprile 2009 alle 7:16 pmSono certo che come sempre i numerosi dirigenti in pensione della liguria daranno il loro contributo in idee.
Grazie Presidente Pasini grazie Manageritalia
Molto interessante e importante il blog sulle pensioni.
Plaudo anche al richiamo-invito di Claudio Pasini a voler privilegiare gli interventi di carattere informativo-propositivo generale, rispetto ai casi singoli, meglio seguibili dagli appositi istituti Manageritalia.
Alcune osservazioni critiche su quanto riportato da chi mi ha preceduto nei commenti e/o nelle proposte (sono stato all’estero, senza possibilità di collegarmi alla posta elettronica per 15 giorni):
il bilancio dell’Inps è formalmente in attivo per € 9 miliardi (vado a orecchio) ma solo perchè lo Stato, cioè tutti noi diamo all’Inps una settantina di miliardi di euro all’anno a vario titolo.
Mi ricorda un po’ il bilancio dell’ATM milanese, in attivo o in pareggio, grazie ai due terzi del fatturato pagato dalla Regione Lombardia.
Equiparazione età di pensionamento di vecchiaia fra uomo e donna, nel settore pubblico (per magistrati lo è già).
Non è un’iniziativa di qualche ministro italiano ma è un obbligo per l’Italia, a seguito di una condanna dei Tribunali europei per discriminazione di genere.
Il c.d. blocco Prodi delle pensioni è già stato superato, per gli importi superiori a € 3539 .
Infatti ognuno di noi che abbia una pensione mensile LORDA superiore a quella somma ha visto rivalutato dal 1.1.2009 il proprio importo percepito.
Occorre sempre parlare di pensione lorda, quando si parla di problemi previdenziali.
Il netto è argomento di tipo fiscale.
Per ora mi fermo qui ma ho in riserva una proposta che ritengo molto interessante.
29 aprile 2009 alle 9:43 amper Ruggero,
sul tuo sempre gradito commento ci sono due imprecisioni che dobbiamo chiarire subito.
La prima: è vero che il bilancio dell’INPS è in attivo più precisamente, come risulta dal Bilancio preventivo per il 2008, il comparto dei lavoratori dipendenti evidenzia un risultato positivo di 7.277 mln. Ma la sola Gestione del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, al netto delle gestioni incorporate, prevede un risultato di esercizio positivo di 6.123 mln (4.350 mln nelle precedenti previsioni), mentre, tenendo conto degli squilibri gestionali, per complessivi 7.069 mln, degli ex Fondi Trasporti, Elettrici, Telefonici e dell’ex INPDAI, fa registrare un saldo negativo di 946 mln.
La seconda riguarda quello che tu chiami “c.d. blocco Prodi”.
Ebbene il blocco della perequazione per le pensioni superiori a euro 3.539, 72 mensili lorde non potrà considerarsi superato fino a quando non verrà restituito il maltolto ai pensionati che lo hanno subito.
E’ infatti vero che si tratta di un provvedimento limitato al solo anno 2008 e che dal 2009 tutte le pensioni hanno avuto una rivalutazione, ma tale rivalutazione sarebbe stata maggiore se calcolata sulla pensione 2008 perequata e non su un importo fermo al 31 dicembre 2007.
Manageritalia ha calcolato che per effetto del blocco del 2008 i pensionati subiranno una perdita annua crescente anche negli anni futuri, pari ad un importo minimo di 700 euro annui per chi nel 2007 percepiva una pensione mensile lorda di 3.500 euro, e superiore per le pensioni più elevate, come si evince dalla seguente tabella (cliccare sul link qui sotto per visualizzare):
http://pensioni.manageritalia.it/wp-content/uploads/2009/04/tabella1.pdf
Circa poi la tua osservazione sul lordo/netto onestamente stento a comprenderla. Alcune volte ci conviene parlare del percepito (ed è più facile confrontare il lordo) altre sul potere d’acquisto e in questo caso chi ci legge comprende meglio se ci sforziamo a ragionare sul netto. Ma condivido con te che è uno sforzo complesso perchè lavorare sulle incidenze fiscali molte volte si rischia di non essere precisi…..ma il fine ultimo è far capire che un diritto è stato leso e noi usiamo tutti gli strumenti (corretti) per farlo comprendere.
29 aprile 2009 alle 12:23 pmMa perché non è stato ripristinato il bonus per chi decide di continuare a lavorare, malgrado abbia raggiunto i requisiti per ritirarsi? Notizie a proposito? Grazie
4 maggio 2009 alle 10:39 amA Raimondo che chiede notizie sul bonus previdenziale ricordo quanto già avevamo detto tra i commenti al post sull’abolizione del divieto di cumulo, ovvero che l’unica iniziativa non del Governo ma del Parlamento è stato un ordine del giorno presentato dall’on. Giuliano Cazzola, accolto dal Governo come raccomandazione. Nel testo il presentatore fa riferimento al fatto che la misura del bonus contributivo e fiscale (in vigore dal 10 novembre 2004 al 31 dicembre 2007) ha consentito a suo tempo notevoli incrementi in busta paga per il lavoratore, anche dell’ordine del 40-45 % e ha ddterminato un saldo attivo per l’Inps (tra minore spesa pensionistica e minore riscossione di di entrate contributive) pari a un miliardo di euro.
5 maggio 2009 alle 10:46 amL’on. Cazzola ha quindi raccomandato al Governo di valutare l’opporrtunità di reintrodurre tale misura per i lavoratori dipendenti del settore privato anche al fine di far fronte alle difficoltà economiche di molte famiglie.
Vedremo se il Governo raccoglierà la raccomandazione; da parte nostra chiederemo che nel prossimo DPEF venga contemplata una nuova edizione del bonus contributivo e fiscale.
Ieri sul Corriere della Sera il Ministro Brunetta dichiarava che che il potere di acquisto dei pensionati è rimasto invariato. Stamane molto argutamente Lina Sotis rispondeva “E’ una battuta di spirito, non c’è niente da aggiungere”
1 luglio 2009 alle 5:49 pmManager Italia ritengo debba far avere al nostro ministro Brunetta un promemoria che riassuma sinteticamente quanto è emerso dal recente sondaggio sull’attuale potere di acquisto dei pensionati della nostra categoria. Un ministro che si permette di sbeffeggiare i pensionati credo vada non solo informato ma protestato.
Come ultima considerazione sono del parere che anzichè fare le nostre riunioni di protesta al cinema piuttosto che in un hotel , sarebbe opportuno adeguarsi ai modi e costumi di altre categorie di lavoratori e pensionati. Non sediamoci sui binari delle ferrovie non blocchiamo le autostrade, ma forse una protesta davanti ai palazzi del governo forse servirebbe allo scopo. Essere civili , educati e discreti probabilmente non paga.
Cordialmente,
Giancarlo Brusa
Caro Giancarlo,
concordo con chi afferma che Brunetta sia uscito dal seminato. E’ evidente agli occhi di tutti che il potere d’acquisto dei lavoratori e dei pensionati è diminuito e non è solo una “percezione” ma è la realtà. Ti posso assicurare che Manageritalia ha elaborato in questi anni studi appropriati che abbiamo sottoposto a più riprese all’attenzione dei politici e non solo in occasione di convegni , ma anche in appositi incontri. Sul fatto che dobbiamo usare tutta la nostra forza d’urto ti ricordo che noi rappresentiamo gli interessi di una categoria non particolarmente numerosa, quale è quella dei dirigenti e quadri in pensione, ma sebbene facciamo sforzi per non far apparire corporativi questi interessi, comunque essi appaiono diversi da quelli della stragrande maggioranza dei pensionati.. Altre organizzazioni che vantano la rappresentanza di milioni di iscritti non mi risulta che ottengano risultati diversi su questo stessi argomenti.
Crediamo ancora che la nostra efficacia non possa misurarsi sulla forza dei numeri (che per forza di cose non possiamo avere) ma sulla qualità delle nostre proposte.
Per aumentare la nostra forza contrattuale , insieme con altre Confederazioni sindacali abbiamo organizzato un convegno alla Camera dei Deputati (Palazzo Marini, Sala della Mercede) per l’8 luglio prossimo alle ore 18,00. In quella occasione interverranno diversi esponenti politici di diversi schieramenti. Voglio solo anticiparti che l’On. Giuliano Cazzola ci sta dando un gran sostegno alla nostra battaglia contro il blocco del 2008. Oltre che far approvare la raccomandazione, si è detto disponibile a presentare per noi una proposta di legge ad hoc, il cui testo verrà concordato con noi. Mi piacerebbe che tu partecipassi alla nostra iniziativa l’8 luglio perché così potrai renderti conto che con i politici abbiamo instaurato un dialogo collaborativo e fattivo. Prima di passare alle manifestazioni di piazza, preferiamo usare canali meno rumorosi, con l’auspicio di portare a termine il risultato sperato. Ti aspetto.
2 luglio 2009 alle 3:30 pm